Ho sempre creduto che la superstizione fosse una emerita cavolata: adoro i gatti, soprattutto quelli neri, passo sotto le scale, se rovescio un po' di sale lo spazzo via.
L'unica deroga l'ho vissuta al liceo, quando mi dedicavo alla costruzione di tempietti wodoo con la compagna di banco.
Adesso ci sto ripensando seriamente:
- si blocca la caldaia
- arriva la bora
- salta la luce
- nevica come fosse Natale
- esplode un termo
- il boiler non scalda l'acqua
- mi viene una cistite con i controca**i
- spacco il telefono
- non trovo la garanzia del telefono
- in mia presenza la stampante dell'università non funziona
- trasformo l'amica del woodoo in una Crudelia Demòn fosforescente
In questi giorni, Tuz è a Vicenza: ieri pomeriggio eravamo d'accordo di trovarci, così sono passata da lei. Mi ha dato il benvenuto consegnandomi una confezione di tintura per capelli biondo platino, dicendomi "tocca a te farmela". Tuz sarebbe bionda naturale, di quelle a cui vorresti fare lo scalpo per farci una parrucca: quest'inverno ha avuto la brillante idea di scurirsi i capelli, dal castano scuro all'ultimo nero-viola.
Controllo la composizione della tintura, per vedere se si trattava di un riflessante/tono-su-tono o di una tinta con schiarente: ammoniaca c'era, perossido di idrogeno anche, ho pensato che almeno un paio di toni li avrebbe schiariti.
Munita di guantoni io, accomodata su una poltrona lei, ci siamo messe in terrazzo approfittando del sole per una veloce tintarella.
Le spalmo la testa di lozione e tra una chiacchiera e l'altra passano i minuti. Dopo mezz'ora inizia a scorgersi un cambiamento: alla radice, i capelli sono chiarissimi, di un colore imprecisato a causa della tintura spalmata; le lunghezze restano ancora scure. Dopo un altro quarto d'ora, Tuz è pronta per il risciacquo: il verdetto spetta al phon, ma già capiamo che qualcosa è andato storto.
Regola d'oro per chi ha a che fare con una donna: *mai* dire male o ridere dei suoi vestiti o dei suoi capelli, mai.
Non ce l'ho fatta, è stato più forte di me, e nonostante facessi di tutto per trattenermi, ero alle lacrime: una sorta di aureola biondo platino le circondava la testa, sfumando via via dal rame al rosso fuoco.
- Chiamo Giorgio?
- Chiama Giorgio.
Giorgio è il nostro amico parrucchiere pazzo, oltre che pardone del fratello del mio cane Molly: è un genio, che si fa pagare e strapagare, ma è l'unico che in oltre 30 anni di vita sia riuscito a domare i miei capelli.
- Pronto, buongiorno, sono Giorgio.
- Giorgio, tesoro, cercavo proprio te!
- Cos'hai combinato???
- Io niente, è Tuz che ha fatto la tinta e adesso ha i capelli psichedelici.
- Portamela qui che vediamo cosa fare.
- La colpa dei capelli psichedelici di Tuz è ricaduta sulle mie spalle.
Se non altro, ho imparato una lezione interessante: le tinture fai-da-te possono essere sovrapposte solo con un tono più scuro (già lo sapevo). Una decolorazione, soprattutto sul pasticcio di bruni/neri/viola che aveva Tuz, è impossibile da ottenere in casa: questo mi mancava, fosse stato per me le avrei consigliato direttamente il decolorante, ma sarebbe stato peggio. Una chioma arancio-gilet d'emergenza non sarebbe stata quel che si dice "presentabile".
Giorgio le ha proposto un rollback totale al suo colore naturale per la modica cifra di 85 euro minimo - dato che il taglio si aggira sui 50 neuri, mi sembrava anche poco. Peccato che Tuz sia in ristrettezze, così ha ripiegato su una colorazione per uniformare le varie sfumature in un unico rosso mogano.
Tornate a casa, mi sono infilata un altro paio di guanti e mi sono messa a spalmare di tintura solo le radici: quando lo si vede fare dal parrucchiere sembra uno scherzo, farlo in casa, per di più senza gli strumenti adatti, è un'impresa. Che pare essere riuscita: non ho potuto vedere il risultato del mio lavoro da piccola chimica causa impegno non rimandabile. E va bene che per Tuz farei di tutto, ma volevo evitare di essere presente qualcora qualcosa fosse andato nuovamente storto.
Niente foto, Tuz si è rifiutata di immortalare la sua fosforescenza.
