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17 maggio 2013

La prova del cuoco

5 mesi sono volati e secondo il pediatra è ora che Apelle cominci a mangiare qualcosa di diverso dal latte di mamma. In realtà mi aveva suggerito di iniziare a 4 mesi e mezzo ma a me pareva davvero troppo presto, stando alle indicazioni dell'OMS che consiglia l'allattamento esclusivo fino al sesto mese compiuto.
Fatto sta che a questo svezzamento bisogna pur pensare, così ho seguito un mini-corso di tre incontri e mi sto leggendo a spizzichi "Io mi svezzo da solo", tenendo da parte la tabella del pediatra che nemmeno le diete Weight Watchers sono così rigide.
Siccome il pupo ha iniziato da un po' a mettere in bocca tutto quello che gli capita a tiro, mentre cucino e lui sta sul suo seggiolone gli allungo qualcosa da "assaggiare", più per fargli sperimentare consistenze e sapori che con l'intenzione di farlo mangiare. Ma come si dice, chi ben comincia...sì, come no.

Pizia: Guarda, amore, la carota!
Apelle: Mmm-eeh-gnm (Interessante questa carota, ndr)

P: Scamorzina affumicata!
A: Ohhhmmmm (Fenomeno!, ndr)

P: Tesoro, questa è una mela.
A: Pfffffghgggffff (Madre, mi vuoi avvelenare?, ndr)

Il pediatra insiste sulla mela grattugiata, proviamo: la puntina del cucchiaino posata sulle labbra, aahm!, bleffhhhgh!!!, tutto sputato neanche gli avessi allungato il puzzone di Moena.
Eppure quando mi preparo la mela mi guarda famelico, mah.
Oggi mangiavo la pasta e Apelle di nuovo fa lo sguardo vorace - ma questa non gliela passo. Con la mela ho già provato, vediamo che fa con lo yogurt.
Occhi interessatissimi, non mollano la mia mano che si avvicina dolcemente alla bocca con il cucchiaino sporcato di yogurt. Io speranzosa glielo deposito sulle labbra, sì lo trattiene, sì lo gust...no, lo sputa. E lo sguardo famelico? Eccolo lì, non capisco cosa vuole...

Mamma, scema, dammi il cucchiaio! Oh, questo sì che è interessante!

18 febbraio 2010

Nius

Per il momento sono in prova, ma sono davvero orgogliosa di far parte del Ghetto dei Lettori: qui trovate la mia prima recensione (sudata sette camicie non solo dalla sottoscritta perché blogger ha deciso di fare i capricci, e ovviamente non potevo che cominciare con un romanzo già recensito :-P )

30 dicembre 2009

Tiriamo le somme

Il 2009 sta per finire: se per il 2008 si diceva "anno bisesto, anno funesto", non voglio immaginare cosa si possa dire di questo prossimo alla fine.
Come da tradizione, stilo un elenco di ciò che vorrei buttare, ma anche di quello che vorrei tenere stretto.

  • Prima di tutto, un bel calcio in culo alla Gran Bastarda, che anche per quest'anno mi ha fatto penare: giorni, ore, attimi di vita irripetibili buttati tra coperte, piumone e lacrime. Vaffanculo.
    Di questa esperienza mi restano però la mia forza, la mia tenacia, la mia rabbia: sono una gran testarda, spero di riuscire a prenderla per sfinimento. Stronza.
  • Butto dalla finestra Ca' Foscari al gran completo: concorsi fotografici dove la giuria non sa riconoscere una buona foto (non le mie: cavolo, ne ho viste di geniali, letteralmente, eppure scartate), concorsi letterari che non si sa chi sia il vincitore, gente che se osi chiedere gli appunti ti fulmina, neanche avessi chiesto un rene, docenti che si credono superuomini solo perché hanno una cattedra. Rivoglio l'Accademia, con i miei amici, i miei professori con cui si poteva parlare e che trasmettevano tutto il loro entusiasmo per quello che facevano.
    Tengo un'amica, che non per niente risale ai tempi dell'Acca, unica presenza costante tra le aule veneziane: ci siamo ritrovate per caso dopo tanti anni, è stata una sorpresa e una gran consolazione in quel mare di sconosciuti che mi circondano.
  • Un gran calcione anche al gruppo di studenti/docenti/dottorandi del seminario del lunedì, tronfi del loro sapere, dei loro archivi e delle loro ricerche.
    E intanto io, nella mia ignoranza, sono forse l'unica a conoscere la differenza tra un pennello e un poggiamano. Tiè.
  • Via anche famiglia e parenti serpenti: i miei genitori, cercando di fare il loro meglio con somma convinzione, hanno fatto del loro peggio; mio fratello, che si crede l'ombelico del mondo; i parenti che tirano fuori la solita storia insulsa del "sei la maggiore devi dare il buon esempio". 'Fanculo.
    Si salva il nonno, che incredibilmente sta dalla mia parte, e lo zio Kaprone che ha soprannominato l'O.F. "Rita", abbreviazione di "emeRita testa di cazzo".
    Ma il vero lato positivo di questo bailamme familiare è la casetta, tutta per me: faccio ancora fatica a organizzare il budget (in compenso sono diventata un'esperta di discount e offerte speciali), le pulizie, le lavatrici, i pasti (che spesso mi vien voglia di saltare, perché per me sola mi passa la voglia di cucinare), ma l'indipendenza, seppur fittizia, non ha prezzo.
  • Facebook, con tutte le applicazioni idiote, i gruppi senza senso, le cazzate immani e l'inevitabile dipendenza che crea.
    Certo se non ci fosse non avrei ritrovato le amiche di Torino, la mia amica di penna dall'Indonesia, i compagni di Accademia che sono in giro per il mondo.
  • Se potessi, butterei nel canale più lurido di Venezia quei balordi che la notte di S.Stefano hanno rotto il finestrino della Apollo-mobile, fregandosi lettore mp3, occhiali da sole, auricolari del cellulare e cavo AV per il lettore, il tutto ben nascosto: si son dati da fare i bastardi, perché han sfasciato 4 o 5 auto in serie, alla cieca. Tanto, i danni mica li pagano loro.
    Salvo una risata sadica: il cavo AV era difettoso. Spero ci si impicchino.
  • In quest'anno maledetto la signora con la falce ha mietuto un po' troppe vittime: persone vicine, persone lontane, persone sconosciute, animali teneri e coccolosi.
    Vorrei restasse il senso della vita, del godersi ogni attimo per come viene, dell'evitare di rimandare a un domani che sarà sempre domani quello che invece si potrebbe fare oggi.
Dulcis in fundo, quello che metto in cornice, sulla parete più bella e importante della mia casa, della mia vita:
  • Apollo, che c'è sempre e comunque.
  • Gli amici vecchi e nuovi.
  • I libri che ho letto.
  • Gli esami superati brillantemente.
  • Il country, che mi fa divertire, sfogare, scatenare: sto conoscendo un sacco di gente nuova e interessante, un gruppo unito, nonostante le diversità.
  • Gli Anobiani vicentini, con cui per ben due volte ho fatto le ore piccole senza rendermene conto, dono raro.
  • Le ragazze del Round Robin, 30 pazzoidi che stanno realizzando 30 coperte a 30 mani: 30 donne fantastiche, con storie diversissime alle spalle, mondi nuovi da scoprire, pepite d'oro nascoste nella rete.
  • Uno scrittore lunatico, riservato e decisamente fuori di testa.
  • Le vacanze in Val Badia e le mie marmotte buffe.
  • Le risate con le amiche di sempre: vorrei che tutti i giorni fossero così, ma forse è proprio la rarità di questi momenti che li rende speciali.
  • Le lacrime, quelle belle, di emozioni forti e intense, di gioia, commozione, sorpresa: le uniche che riescono ad arrivare dove le parole si fermano.
  • E tutti voi, lettori di questo blog: nomi noti, facce sconosciute, anonimi che riescono a sfiorarmi l'anima, amici silenziosi. Grazie: senza di voi questo non avrebbe senso.

    22 gennaio 2008

    Si comincia!

    Eccomi qui, contagiata dall'amica Sarottolina, con un blog tutto mio - e tutto viola!
    Provo la stessa emozione di quando, alle elementari, mi accingevo a iniziare un quaderno nuovo, con una copertina particolarmente bella: peccato che queste siano pagine virtuali, che non avranno mai quel buon profumo di carta intonsa. Non ho nemmeno la penna speciale, la mia stilografica di Minnie, tutta gialla e rossa, ma posso fare finta: se non altro, ho l'indubbio vantaggio di capire quello che scrivo, la mia grafia è sempre stata poco "calli-", kalè, bella. E non ci sarà la maestra a correggermi gli errori con la penna rossa, o a scarabocchiare sui miei disegni: certe cose lasciano un segno indelebile...
    Come alle elementari, e non solo, vorrei che tutto fosse speciale: iniziare il quaderno con un bell'esercizio o una poesia divertente, con un disegno, in un giorno che sia un inizio - lunedì, il primo del mese, il primo giorno di scuola, il compleanno dell'amica del cuore. Oggi è martedì, di gennaio, mese che non mi è mai stato troppo simpatico. 22: numero assurdo, un doppio due, così imperfetto. Non è un 1, fiero nella sua unicità, ritto sull'attenti. Né un 3, morbido sulle sue curve, perfetto e stabile. 2+2 fa quattro: altro numero che non mi è mai piaciuto, vago e incerto anche nella forma (hai mai notato in quanti modi si può scrivere un 4???)
    Ma proprio non posso aspettare ancora, devo iniziare! E allora, sia oggi!
    Benvenuto a te, lettrice o lettore, amica o amico: prendi un puff, una tazza di the di menta e serviti dei biscotti, senza paura, ce n'è per tutti. Resta pure quanto vuoi, ascolta le mie storie, danza sulla mia musica, annusa il profumo dell'incenso: lascia un commento, o un saluto nel libro degli ospiti.