Manca una settimana al (presunto) Giorno X: presunto non solo perché è naturale sia così, non esistono ancora calcoli talmente precisi da azzeccare la data esatta dello scodellamento.
A quanto pare, infatti, il riposo assoluto cui sono stata costretta fino a 3 settimane fa - quando ormai non sarebbe stato più rischioso che il pupo nascesse - potrebbe aver rallentato il naturale percorso della fine-gravidanza quindi potrei anche partorire in ritardo. Gaudio et giubilo! Proprio io che odio qualsiasi intervento medico se non strettamente vitale, yuppi!
Per favorire l'evento, mi sto sorbendo una tisana di foglie di lampone che sa di alghe, per fortuna ne basta una tazza al giorno - ma che fatica!
E da mercoledì si comincia con le maniere forti: ho uno stanzino da riordinare, una mostra da vedere, un bel po' di balli country da ripassare.
Intanto è tutto pronto: la valigia è praticamente chiusa e il corredino del pupo è in ordine. Corredino che mi è costato un bel po' di ore a giocare all'allegro chirurgo sulle etichette, che questi sadici piazzano, belle spinose nella loro sinteticità, proprio sul collo dello sfortunato infante. Ringrazio le mie mitiche forbicine a punta affilatissima che hanno eliminato alla radice tali strumenti di tortura arrecando solo un danno, minimo, già ricucito dalle mie abili manine.
Al corso preparto ci hanno spiegato quali possano esserei sintomi di un travaglio imminente: come una diligente ipocondriaca li spunto tutti con un "celo", contrazioni comprese (ma tanto queste vanno avanti da mesi), peccato che all'appello manchi quel dolore simil-mestruale che effettivamente indica che qualcosa, là sotto, sta succedendo. Sono impaziente e curiosa, non ho affatto paura del dolore (no, non ho prenotato l'epidurale!) e la pancia, cui tutte o quasi si affezionano, mi sta rompendo così tanto che non vedo l'ora di liberarmene.
Perché provate voi ad andare in giro con 3,5 kg di panza, la schiena tutta rigida nel bilanciarla, gambe e braccia larghe per tenere l'equilibrio: con la mia giacca nera, eredità delle mie antiche manie oversize, sembro un pinguino ipertrofico. Da un po' faccio fatica a infilarmi le calze e se continua così dovrò chiedere ad Apollo di aiutarmi; le scarpe per fortuna hanno la chiusura con il velcro, quindi sono pratiche anche se terribili - ma questo passa il convento: quanto mi mancano i miei stivali! Peccato che la schiena non regga anche i tacchi.
A testa non sono messa meglio: penso solo al pupo o a nient'altro, devo scrivermi tutto in agenda e mettere mille sveglie per ricordarmi le cose che devo fare, cambio di lenzuola compreso. Avevo promesso che avrei impaginato il calendario parrocchiale - divertente neh, mica tutto santi e madonne! - ma non c'è stato niente da fare, non ne volevo sapere di scegliere foto o cercare frasi divertenti: dopo il minimo indispensabile, ho riconsegnato tutto nelle mani del parroco, per fortuna comprensivo.
Mi dedico quindi a tenere la casa in pseudo-ordine, faccio pagine e pagine di parole crociate e mi dedico all'uncinetto sperando che il lavoro riesca della misura giusta.
Per domani pomeriggio è prevista una bella nevicata: spero sia degna di tale nome, che le strade vengano intasate dal traffico o peggio che non siano praticabili. Ho passato mesi a istruire il pupo su come sarebbe ideale nascesse in un momento del genere, evitandoci così la corsa e la permanenza in ospedale. (Quando si dice idiosincrasia, non posso farci niente) Ovviamente non nevicherà o se si degnerà sarà solo la solita spruzzatina di mezzo centimetro.
3 dicembre 2012
Mamma mia! - The Final Countdown
16 ottobre 2012
Mamma mia! - 4: coccodè
È un mese che me ne sto sulla mia poltrona di Nostra Signora dei Mobili Svedesi, a riposo, circondata da tutto ciò che può servirmi: libri, settimane 'nimmistiche, lana e ferri e uncinetti, riviste di maglia per neonati, computer.
Il mio sedere sta prendendo la forma della poltrona, come se non avessi già abbastanza fisime sul mio fisico bestiale.
Ovviamente questa vita da eremita non porta chissà quali emozioni né eventi epici degni di essere raccontati. Chenoiachebarba.
Oh, ci sarebbe il corso preparto, ma la prima lezione cui ho partecipato è stata un tale disastro che preferisco sorvolare. Spero che le prossime riabilitino l'opinione che ho dell'ostetrica.
Ci sarebbe anche il dettaglio di quel cocomero gigante che mi ritrovo al posto della panza e che rende impossibile chiudere le felpe, figuriamoci indossare i maglioni - ma l'inverno sta arrivando (cit.) e io, pur con le scaldane da gravidanza, soffro il freddo, e l'immobilità non aiuta. Devo correre ai ripari: spero di aver tenuto da parte qualcuno dei miei maglioni oversize che mi piacevano tanto, una volta.
Se sparisco ancora, pensatemi qui, nel mio salotto, a covare il mio pulcino.
(Ancora due mesi, posso farcela!) (Argh)
17 settembre 2012
Tutta sua madre
Quella volta che ho deciso di venire al mondo, la pancia di mammina non si è mostrata molto ospitale nei miei confronti e ha ben pensato di restare bella rigida per tutta la gravidanza. Io non credo di aver subito traumi (anche se certe cose si spiegherebbero :-P ) ma mamy si ricorda bene quei sette dico sette mesi passati a letto in assoluto riposo.
È una di quelle storie che ti fanno vedere solo il lato positivo della faccenda: niente spesa, niente cucina, niente pulizie, solo RELAX. Tutti che ti viziano e ti coccolano - e chissà quanti libri si possono leggere in 7 mesi!
Quando è stato il mio turno, ovviamente la mia prima preoccupazione è stata "e se toccasse anche a me?" - ma mamy mi ha rassicurata. In effetti, la mia pancia si è sempre comportata benone, fino allo scorso sabato.
Di notte sento che qualcosa non va e mi ritrovo con un sasso al posto dell'utero. È durato poco, a farla grande 3 minuti, ma non è stato per niente piacevole.
Per tutta domenica la cosa si è ripetuta a intervalli regolari, e così il lunedì e il martedì. Bella scusa per non lavorare, ma avrei preferito di gran lunga il lavoro.
Mercoledì mattina mi fiondo dalla ginecologa, che mi tranquillizza a sua volta dicendo che sono contrazioni di prova, per allenare i muscoli in vista del gran giorno. Se non superano le dieci al giorno, una all'ora circa, è tutto regolare.
Giovedì, incredibile ma vero, non ne ho sentita una. Peccato che venerdì siano ricominciate, sabato è stato un inferno, ieri pure con picchi di tre nel giro di mezz'ora.
Così mamy mi ha messa a riposo assoluto (e io l'ho presa alla lettera, viste le due ore di sonnellino che mi sono fatta dopo pranzo).
Vago tra il letto e il divano, con un paio di puntate al tappetino per lo yoga che mi fa tanto bene - ormai io e supta baddakonasana facciamo coppia fissa.
Ringrazio il mio kindle che è stracolmo di libri, la tonnellata di lana che mi ritrovo da lavorare e il pc portatile (che non potrei troppo ma senza internet impazzisco).
Cerco di stare tranquilla e fare pensieri positivi, ma sotto sotto sono preoccupata per il pupo. Credo di non essermi mai sentita così impotente.
10 settembre 2012
Mamma mia! - 3: Wondermamma
E io (maschio) che credevo che la gravidanza portasse a sviluppare in men che non si dica poteri speciali, che so? Leggere fluidamente un libro dall'ultima alla prima riga; capovolgerlo di 180° e scoprire che così è più comprensibile: parlare pronunciando le parole al contrario e farle passare per un sottodialetto aramaico. Scoprirsi cantante quando si era negati. Nell'ipotesi più banale riuscire a spostare un posacenere di 2 kg con la forza del pensiero... (Anonimo, 8 settembre 2012)
Tra le prime cose che ho pensato dopo la felice scoperta, c'è stata la considerazione che in fondo ero "solo" incinta e che la mia vita non sarebbe cambiata. Con uno sbuffo accoglievo le raccomandazioni di mamy: "non fare sforzi!", "non fare lavori pesanti!", "non sollevare pesi!" e soprattutto "non sognarti di pulire i vetri!!!".
Poi si aggiunge il nonno (futuro bis-nonno), al quale facevo la spesa più o meno una volta al mese:
- Nonno, è un po' che non mi mandi a fare la spesa...
- Tu non ci vai più.
- Perché no?
- Perché nelle tue condizioni è meglio di no.
- Ma io la spesa per me la faccio comunque!
- NO!
(Poco importa che l'ultima spesa gliel'avssi fatta già in dolce attesa)
Fosse per il nonno, non dovrei neanche guidare.
Poi ci si mette pure la ginecologa, che prova il sollevamento pesi della mia borsa col pc:
- Ma ti porti dietro tutto questo peso???
- Bè, sì, ma non pesa tanto...
- (Espressione scettica e sconsolata)
E dai uno, dai l'altro, un po' di lavaggio del cervello te lo fanno. Così cominci a convincerti che almeno un po' più di attenzione dovresti farla. A questo, si aggiunge anche la considerazione che sarai incinta solo per 9 mesi e che il dopo parto non sarà visto in modo altrettanto privilegiato (Bè, hai solo partorito, cosa vuoi che sia?), quindi pensi che tutto sommato non sarebbe male approfittarne.
Infine, ciliegina sulla torta, sbatti contro il muro dell'amara realtà: non sei più la stessa del "prima".
La schiena è la prima ad andare per i fatti suoi - e per me che è sempre stato un punto debole ora è l'inferno. Sia lodato lo yoga!
Poi ti accorgi che il fiato non ti basta più.
Poi scopri che i tuoi addominali, già rammolliti di loro, ora sono letteralmente scomparsi. Zero, nada, niet. Per compensare la mancanza, sei costretta a usare le braccia e questo sollevamento pesi extra dà i suoi buoni risultati, non c'è che dire.
Morale della favola: all'inizio della gravidanza proclami orgogliosa che andrai in maternità nel momento in cui ti si romperanno le acque, ma al sesto mese ti ritrovi a desiderare di essere messa a riposo assoluto. (A questo contribuisce il lavoro non ancora pagato, notoriamente grande stimolo al "voja de far ben sàlteme indosso, ché mi me sposto".)
È con un misto di piacere e disagio che ti ritrovi a godere di attenzioni mai sperimentate.
La signora che in autobus ti cede il posto (Davvero posso? Davvero? [dopo una passeggiata in montagna e il pupo che fa superman contro il diaframma baceresti mani e piedi alla signora gentile])
Il compaesano sconosciuto (Ma sei matta a bere mohito??? [era analcolico, nda])
I camerieri della festicciola di addio al nubilato dell'amica, che ti fanno sentire la festeggiata (Analcolico per te vero? Questo è cotto, lo puoi mangiare? Va bene così?, hai bisogno di altro?)
Gli amici (Siediti qui! Vado a prenderti da bere? Mangi qualcosa? Faccio io, tu non sforzarti!)
La mamma (Dammi la roba da stirare che ci penso io.)
Il fratello (Sei stanca? Ti vedo stanca. Vai a casa! Ma come, non sei ancora andata a casa? Apollo, portala a casa!) (Sì, è proprio l'OF, giuro)
Dicono che ogni gravidanza sia diversa dalle altre, quindi è possibile che il mio sia un caso raro di rammollimento gestazionale. Confido tuttavia che i superpoteri di cui fa menzione l'Anonimo commentatore si riveleranno dopo il parto, quando veramente ne avrò bisogno.
Ps: sono sempre stata stonata e lo sono ancora. Anche Apollo non è da meno. Temo che il nostro pupattolo dovrà fare a meno delle ninne nanne.
5 settembre 2012
Mamma mia! - 2: gli esami non finiscono mai
Stamattina è toccato l'"Ogtt con minicarico". No, non mi hanno fatta esplodere - anche se poco ci mancava.
Trattasi di un esame del sangue che serve a diagnosticare il diabete gestazionale. E pur essendo un esame richiesto per la gravidanza, è facoltativo quindi a carico della paziente (sempre meno paziente).
Ti fanno presentare in ospedale alle 7 in punto, a digiuno dalla mezzanotte. Non puoi nemmeno bere acqua - il perché sarà chiaro anche troppo presto.
Appena espletate le formalità burocratiche, si parte con il primo prelievo. Quindi ti fanno accomodare nella saletta dedicata, insieme ad altre 3 o 4 signore che devono sottoporsi al test alla tortura.
L'infermiera responsabile spiega l'iter delle successive due ore: prima ci tocca ingurgitare un bibitone di glucosio, poi dobbiamo aspettare una e due ore per i successivi due prelievi.
"Bevete con calma, ma non metteteci più di dieci minuti".
Eh? Dieci minuti per bere un bicchiere di sciroppo? Cosa mai saràurghbleah!!!
Zucchero liquido concentrato, ecco cos'è. Dolce, ma così dolce che fai fatica a inghiottirlo. Per aiutarti hai solo un bicchiere e mezzo di acqua, non di più sennò sballi la diluizione. Denso, che ti impasta la lingua e se ti si ferma in gola tossisci come un gatto che si è mangiato una palla di pelo. Vorresti buttarlo giù d'un fiato ma è impossibile.
Immaginate 5 donne col pancione, in piedi di fronte a un tavolino con dei bicchieri in fila, come a un happy hour che sa di disinfettante e antibiotico, a fare smorfie disgustate e a sostenersi moralmente a vicenda. Se almeno il barman fosse stato belloccio...invece ci è toccata l'infermiera che sprizza gioia da tutti i pori e che chiama tutti "cara/caro". Almeno era simpatica.
Terminata l'impresa titanica, ti fanno accomodare su delle poltrone con tanto di poggiapiedi, comode per carità anche se scricchiolanti.
"Mi raccomando, se avvertite disturbi, nausea, mal di testa, qualsiasi cosa, chiamatemi!"
Evito di mettere in dubbio il suo avvertimento, visto che già prima mi era andata male. Pensavo, siamo incinte, a digiuno, un po' di malessere ci sta anche.
Mi sbagliavo, di nuovo - e a farne le spese sono stata io. Nel giro di dieci minuti, mi pareva di essere in giostra: giragiragira la testa! E, oh! quante belle lucine...
Scusi infermiera non mi sento molto bene. Così dalla poltrona sono finita in barella, pregando e scongiurando che non fosse come quella volta che sono andata a donare il sangue e, svenuta subito dopo, ho rischiato di essere tenuta in osservazione forzata per tutto il giorno.
Il secondo prelievo l'ho subìto bella distesa, con il pupo che faceva le capriole - si vede che lo zucchero l'ha esagitato.
Dopo un'ora e mezza dall'assunzione dell'intruglio micidiale, la testa era tornata stabile sulle spalle, le pareti erano perpendicolari e il pavimento in bolla. Sono tornata a sedermi sulla poltronissima.
Per l'ultimo prelievo della mattina ho chiesto se andava bene lo stesso braccio dei precedenti, il sinistro - sennò ho il destro bello fresco, fa lo stesso - dico a Cara.
Noo, tranquilla lo facciamo qui.
Mi fido, e per la terza volta la cosa mi sbaglio: Cara non usa la stessa vena (poverina, è un po' tartassata) ma prende quella di fianco. Che uno pensa "interno gomito è sempre interno gomito", e invece no! Al centro c'è pelle, ai lati è muscolo. Non sono una delicata, ma mi ha fatto un male cane.
Sulle mie gambe ormai stabili me ne sono andata verso il centro per un paio di commissioni. Parcheggiata la macchina, incontro la mia amica Tuz, cui mi accodo per un caffè. Lo stomaco brontola, ma improvvisamente non ho voglia di brioche.
Chiedo un macchiato, Tuz fa per passarmi lo zucchero e io declino l'offerta.
Per la prima volta in vita mia ho bevuto un caffè amaro, con gusto e soddisfazione.
Siete tutti avvisati, chi osasse offrirmi un dolce nelle prossime 48 ore rischia il linciaggio.
29 agosto 2012
Mamma mia! - Le regole della gravidanza
Inauguro oggi una nuova rubrica, a seguito del Diario di tesi e dei Racconti dalla Luna (e ritorno): Mamma mia!
Regola numero 1: pianificare
Scordateti la poesia della sorpresa, mettete da parte il "ci proviamo e
se arriva, arriva", dimenticate l'ammore selvaggio senza paracadute.
Quello che dovete fare, nel momento in cui per l'anticamera del
cervello, vi passa l'idea di mettere al mondo un bebè, è andare dal
medico e farvi fare un'impegnativa per le ecografie della gravidanza.
Poi vi attaccherete al telefono con calendario alla mano e prenoterete le suddette ecografie.
E infine, nei primi giorni fertili utili, voi e il marito prenderete ferie e vi dedicherete al concepimento selvaggio.
Solo così potrete sperare di ottenere le visite gratuite previste dal S.S.N.
Già sarete a rischio nell'effettuare il test di gravidanza al primo
giorno di ritardo e nel caso di esito positivo correte dal medico e poi a
prenotare.
Aspettate una settimana, poi vi fate convincere a fare pure gli esami
del sangue, poi visto che ci siete andate per sicurezza dal ginecologo, e
siete fregate.
Quello che vi aspetta è l'inferno della burocrazia ospedaliera, con
impiegate che vi dicono che dovevate prenotare prima le visite e voi
inutilmente spiegate che avete fatto il test il giorno prima.
Se vi va bene, vi dovrete adattare a un pellegrinaggio tra gli ospedali
della provincia, e comunque scordatevi di poter fare le eco nella stessa
struttura.
Se vi va male, dovrete rassegnarvi a pagare per le visite in strutture private.
NB: a Vicenza (non so se altrove sia così) i corsi pre-parto sono gestiti dall'ospedale e anche per questi serve l'impegnativa del medico e la prenotazione.
Da brave, pensate di prenotare il corso insieme alle ecografie, e invece anche qui sbagliate. Perché le date non saranno disponibili quando voi chiamate e nessuno vi saprà dire quando richiamare se non indicando un generico "più avanti".
Di "più avanti" in "più avanti" sono finita a prenotare il corso a luglio:
- Signora, ma è già tardi per lei! Abbiamo giusto due posti!
- ***censura***
- Mi dia il numero di impegnativa.
- Scusi, "impegnativa?"
- Sì, serve l'impegnativa del medico...
- Senta, io ho parlato con non so quanti suoi colleghi e nessuno mi ha mai accennato all'impegnativa! ***censura***
Benvenuti nel mondo del S.S.N. (Siamo Salvi? No!)
