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2 agosto 2011

TtMaB/2 - diritti dell'umanità

Certo che è proprio vero, viaggiare apre la mente. Scopri usanze nuove, ti ci adatti e vedi che non sono poi così malvagie. O magari ti rendi conto che a casa, nonostante tutto il male che puoi dirne, troppo male non si sta. E se poi ti ritrovi in un Paese con una mentalità diversa, magari più aperta e sensibile e attenta alle condizioni di vita, scopri di aver vissuto nell'ingiustizia senza saperlo. Perché esistono dei diritti inalienabili che non sapevi di avere. E se non lo sai, come fai a goderne? È una tragedia, davvero. Ti chiedono "ma come, non lo sapevi?" e tu ti senti così piccolo e impotente e ignorante perché potevi anche pensarci ma non l'hai mai fatto. Pensi, "guarda un po' se dovevo attraversare un oceano per scoprire che fin'ora un mio diritto è stato ignorato" e la rabbia che poi provi nello scoprire che questo diritto così di fresco acquisito in coscienza rischia di essere annullato. È un sopruso! Non puoi accettarlo, devi fare qualcosa. Sì, cominciamo con il firmare una petizione. Anche la mia voce ha un peso, non me ne posso stare zitto davanti all'ingiustizia! E certo, quando tornerò a casa, lo farò sapere a tutti: ragazzi, abbiamo un diritto e non lo sapevamo! E vogliono negarcelo! Così anche i tuoi amici scopriranno questa ingiustizia.
Sono cose che non ci dormi la notte. Ti chiedi come sia possibile che in un Paese evoluto come il tuo non si alimenti la coscienza dei propri diritti. Ovvio, se non lo sai non puoi goderne, quindi l'ignoranza è un bel guadagno a conti fatti.
Ecco, è il mio turno di aprire le vostre menti, di portare alla luce quel diritto che non sapete di avere e che hanno intenzione di togliervi da sotto il naso.
Prendete il Grand Canyon: è lì da milioni di anni, no? Prima ci abitavano gli indiani, poi li hanno mandati via ma alla fine li hanno fatti tornare e il Canyon è tornato ad essere di loro proprietà. Nel frattempo il Canyon è diventato meta di una sorta di pellegrinaggio, quando ci metti piede senti di essere su un suolo sacro. Persone da tutto il mondo si trovano lì, unite da un comune sentimento di meraviglia e di amore. Ti rendi conto di quanto sei piccolo di fronte all'immensità del tempo e delle forze della natura. Su quelle rocce eterne tutti siamo uguali: non ha importanza da quale Paese vieni, o attraverso quale strada sei giunto fin lì. C'è chi è arrivato in jeep, chi in elicottero, chi in auto, chi a piedi. Tutti in silenzio attonito di fronte all'infinito.
C'è però una nota stonata, un sassolino nella scarpa, un pisello sotto il materasso. Qualcuno vuole impedirti di godere di questo spettacolo.
(coro di "nooooooo!!!!" please)
Al Canyon ci arrivi in aereo e lo sorvoli pure per un tratto. Poi ti ci avvicini in elicottero e di nuovo lo sorvoli. Qualcuno si è inventato che aerei ed elicotteri producono inquinamento acustico e non ne vuole sapere di accettare che la tecnologia ha fatto passi da gigante e che ora i mezzi sono molto più silenziosi. Sicuramente dietro ci sono le lobby che cospirano per incrementare i propri guadagni. O gli ambientalisti che se ne fregano di calpestare chi si trova sulla loro strada e non va nella loro stessa direzione. Chiunque ci sia dietro, non si rende conto di quale ingiustizia stia facendo nascere! Di quante persone ne riceveranno un danno! Di quali privazioni imporranno!
Vogliono toglierci il nostro sacrosanto diritto di sorvolare il Canyon! Ma vi rendete conto? Stiamo per perdere qualcosa che è nostro senza averlo mai saputo! È anche questo un furto. Peggio, è un'ingiustizia! E noi dobbiamo fare qualcosa per impedire che ciò che ci spetta ci venga tolto! Diciamo no al divieto di sorvolare il Canyon! Diciamo no all'ingiustizia! Ai soprusi! Alle violenze! Non premettiamo che i nostri diritti vengano calpestati! È un nostro dovere quanto lo è un diritto! È la legge naturale! È la volontà di Dyo! Anche tu, sì tu, di' no a questo sopruso! Alza la testa e svegliati dal torpore in cui le istituzioni ti fanno giacere! Non credere a quello che ti dicono, sono dei bugiardi. Sono malvagi che per egoismo e tornaconto personale vogliono negare ciò che è un tuo diritto.

Così disse la compagnia che organizza i voli sul Canyon.

11 luglio 2011

To the Moon and Back - Americani brava gente

La luna di miele che ho sempre sognato aveva come meta l'Egitto: una crociera lungo il Nilo dal Cairo ad Assuan, con mezza giornata di escursione e l'altra mezza di pacchia, a sorseggiare the alla menta. Con un tempismo perfetto, i miei amici del Cairo hanno ben pensato di fare un po' di baraonda e io sono stata costretta a cambiare destinazione - oltre che a interrompere il sottile ma non troppo lavaggio del cervello sul mio Apollo.
Così America fu: viaggio on de rod da San Francisco a Phoenix con toccata-e-fuga a Nuova York.
Comincia qui il resoconto non dettagliato dell'avventura dei novelli olimpici sposi.

Gli americani sono deliziosi, nonostante tutti i lori difetti e le loro assurdità. Prendiamo per esempio l'ESTA, il visto on-line: vai sul sito dedicato e compili un questionario, che ti darà una prima autorizzazione ad entrare nel Paese - ma che non garantisce che alla dogana ti lascino effettivamente passare. Troverai domande del tipo "Sei un terrorista?", "Sei una spia?", "Sei coinvolto in contrabbando di sostanze illecite?". E io te lo vengo anche a dire, pirla.
Dopo quasi un'ora di attesa lungo un serpentone umano che sembra non finire mai, arrivi dal poliziotto che ti esaminerà i documenti e ti scatterà una foto e ti prenderà le impronte digitali (al dna non ci sono ancora arrivati, ma manca poco): hai la coscienza pulita, i documenti sono in ordine, nel bagaglio non c'è nulla di illegale ma non puoi evitare quel brivido di panico all'idea che possano trovare un cavillo per mandarti a casa. E invece il poliziotto gentile ti chiede se è la prima volta negli States, tu gli dici che è la tua luna di miele mostrando con orgoglio la fede che indossi da meno di 24 ore, e lui diventa tutto uno zucchero che tra un po' ti viene pure la carie.
A SanFra non potevi fermarti per la strada con una mappa in mano, che nel giro di due secondi si avvicinava qualcuno a chiedere se avevi bisogno di aiuto.
Nei ristoranti mancava poco che ci stendessero il tappeto rosso: e va bene che i camerieri guadagnano sulle mance e quindi il servizio deve essere eccellente, ma il più scortese ci ha detto "come posso aiutarvi?". Italiani, che ne dite di prendere esempio? Un pochino, eh, non chiedo tanto.
L'apice della cortesia l'abbiamo trovato a Sedona, un paesino dell'Arizona dove saremmo rimasti un altro mese almeno, semplicemente meraviglioso. Siamo in giro per i negozietti di souvenir a caccia di regalini per gli amici e per noi: in uno vedo una maglietta che mi piaceva tanto, ma non c'era la taglia. Chiedo alla commessa, lei guarda in magazzino ma non trova niente, così si offre di fare una telefonata al negozio che coordina la distribuzione (la maggior parte dei negozi facevano capo a un'unica gestione). Sono fortunata, la maglietta c'è nel negozio di là della strada. Andiamo, la commessa ci accoglie con la maglietta in mano, neanche avessimo scritto in faccia "siamo noi": c'è un problema, non è la stessa che volevo io, ha un disegno simile ma che non mi piace (sono una rompiscatole lo so). La commessa prende il telefono, chiama il responsabile di cui sopra, descrive la maglietta nel dettaglio ma con aria sconsolata mi dice che sono finite, resta solo la taglia piccola. Però, aggiunge, nel negozio qui di fronte (di altra gestione) ieri sono arrivati un bel po' di scatoloni, quindi forse loro hanno la stampa che ti piace.

Scena simile, ieri, in Altopiano: negozio di abbigliamento, vedo un paio di scarpe da ginnastica molto carine e soprattutto lilla. Non trovo il numero, quindi chiedo: no, non c'è. E...? Niente, stop. Strano, mi pareva che il negozio avesse un gemello, poco distante, stessa gestione, stesso titolare. Abbiamo dovuto chiedere *noi* la cortesia di telefonare. E anche se così non fosse stato, ti fa così schifo propormi un prodotto simile? Cercare di capire i miei gusti/quello che sto cercando/di cosa ho bisogno? Mi fai sentire oggetto di attenzione e interessamento, ti mostri disponibile, il peggio che rischi è che ti dica "no grazie" ma se ti va bene 1. compro l'alternativa e 2. torno da te la prossima volta che ho bisogno perché so che mi tratti bene.
Voglio tornare in America!!!