18 febbraio 2009

Non c'è più religione

Un ragazzo di 13 anni ha accoltellato alla schiena il suo professore di musica durante una lezione pomeridiana.
Sembra che il gesto sia scaturito da un rimprovero mosso dall'insegnante, addirittura qualche giorno prima del fatto. (fonte AGI)

Sono sconvolta e mi chiedo dove andremo a finire: so che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, ma caspita certe cose fanno pensare.
Sembra che i ggiovani d'oggi non conoscano la parola "rispetto": per loro tutto è lecito, hanno solo diritti e nessun dovere. Se un insegnante dà un brutto voto, arriva subito il genitore a cazziarlo. Il professore, non il figlio. Ai miei tempi - e non sono così lontani - se arrivava un 3 erano cavoli amari: niente uscite pomeridiane, ripetizioni a manetta e soprattutto una bella lavata di capo sul dovere di essere studente.
Se un genitore si azzarda a dare una sberla all'amato figliolo, ecco che il bastardo chiama il Telefono Azzurro, pronto ad accusare di violenza sui minori il parente manesco. Stiamo scherzando?

Quando ero al liceo, c'era una prof non proprio adatta all'insegnamento, dato che noi sbarbatelli conoscevamo la materia meglio di lei. Da imbecilli quali eravamo, pretendevamo un insegnate migliore: ricordo che ne abbiamo discusso nella privacy delle assemblee di classe, per poi coinvolgere i due rappresentanti dei genitori e infine un docente. Credo che la prof non abbia mai saputo di questi nostri movimenti indirizzati al suo siluramento - che poi non è avvenuto, per motivi che non sto a discutere. E sicuramente nessuno al di fuori della scuola ha intuito che si stava preparando un sabotaggio simile. La parola d'ordine era "discrezione".
Pochi anni fa, è accaduto un fatto simile - nello stesso istituto, che ironia, ma verso un prof diverso. Solo che questa volta gli studenti hanno iniziato con scioperi bianchi e sit-in; i genitori si sono mossi a testuggine contro il preside, secondo loro incapace di gestire un docente ovviamente impreparato all'insegnamento. La buriana è durata per almeno un mese, no, di più, fino all'allontanamento del docente dalla scuola - non ricordo con esattezza i dettagli. Tengo però a precisare che tale prof aveva alle spalle anni di insegnamento e che il suo obiettivo era quello di far appassionare gli studenti alla sua materia (errore terribile!).
Ma è mai possibile che i tempi siano così cambiati? No, che le persone siano così diverse e incoscienti! Il caro, vecchio buon senso è andato a farsi benedire, in nome di un presunto stato di diritto e di intoccabilità del povero studente tapino, sempre tartassato ingiustamente.
Dubito seriamente che con queste lezioni di vita i giovani possano crescere e maturare: se non sono in grado di somatizzare un 4 o il tanto temuto 5 in condotta (5? da noi bastava un 8 per essere additati come dei paria! Con il 7 eri bocciato, senza nè a ne ba - e per questo non è mai morto nessuno) - dicevo, se non sono in grado di superare l'amara delusione di un 4, come affronteranno un capo stronzo come capita a tutti? Ma soprattutto, come affronteranno la vita? Il mondo non è un parcogiochi, non esiste una lamada di Aladino che avveri tutti i deisideri, una bacchetta magica che cancelli le delusioni.
Ciascuno di noi ha dovuto ingoiare i suoi rospi, non è piacevole, ne faremmo volentieri a meno, ma questa è la vita.

(Se fosse per me, ripristinerei le punizioni corporali: una bella vergata sulle mani e vedrai come rigano dritto!)

5 responsi:

Francesca ha detto...

io ogni volta mi stupisco di come alla notizia dell'adolescente di turno non segua il sottotitolo "i genitori del ragazzo lo gonfiano di botte: ricoverato!"
Sembra che ora ci si possa permettere tutto, in primis maleducazione ed arroganza!
La mamma di mio marito fa la maestra di scuola elementare, un suo collega è stato aggredito e picchiato dalla mamma di un suo alunno e dal figlio maggiore di lei perchè aveva osato riprendere il bambino durante la lezione... O_o Mia mamma mi avrebbe fatto una lavata di capo perchè mi ero fatta riprendere che ci avrei pianto due giorni!!!
Condivido il ripristino delle punizioni corporali, anche se, ad onor del vero, i miei non mi hanno praticamente mai picchiata (forse uno o due schiaffi in tutta la vita), mi bastava uno sguardo per capire che stavo esagerando!!!

Ale ha detto...

i genitori di oggi sono i giovani di ieri, quelli cresciuti anche da genitori sessantottini e con una mentalità più libera, che non equivale a responsabile attenta e matura.
io non potevo fare qualcosa di scorretto che ero nei guai più seri che potessi vivere!!! e senza usare coltelli, molotov o chissà che gesti estremi!!!!!!!!!!
mi chiedo come sarà la prossima generazione di genitori!
e detto questo, difendo gli accoltellatori di professori! io ne avrei voluti far fuori metà di quelli che ho avuto.... ;)
e ricordo che 'qualcuno' qui presente ha cercato di bucare una gomma della macchina della sua maestra... o non ha partecipato all'attentato??????

PS: la parola da verificare per scrivere questo post è: "moona"!!!!

Demart ha detto...

Sono 3 anni che, per ragioni che sarebbe lungo spiegare, raccolgo quotidianamente articoli di giornale dai giornali che leggo (Repubblica-Unità-Mattino-Città di Salerno-Manifesto) e a volte anche dai quotidiani online, per un libro che sto scrivendo faticosamente. Sfondi una porta aperte. Io sarei per abbassare l'età punibile a 11-12 anni, per abolire il riaffido alle famiglie (da dove si crede che escano sti gioielli? Da un cavolo? Dal fagottino nel becco della cicogna?). Ai nostri tempi, però, cara Pizia, c'erano tutte le avvisaglie di questo sbracamento di oggi. A scuola mia genitori che giustificavano l'ingiustificabile (dita rotte a calci, porte di bagni sfondate) ce n'erano eccome... Solo che la nostra generazione aveva un minimo di coscienza in più, la coscienza che per esempio fece perdere le elezioni a rappresentante d'istituto al mio compagno di classe, capofila della linea "sciopero per qualsiasi pretesto" (vediti la voce Telegaribaldi su Wikipedia, il personaggio di Luciano Ardito) che tradotta in italiano significava "filone di massa in continuazione" (fare filone=bigiare, marinare), nascondendo la propria allergia alle responsabilità dietro la coltre dell'anonimato. Personalmente sono convinto che la nostra generazione ha chiuso un'epoca e che siamo i più sfortunati, noi nati fra il 1976 e il 1985: senza futuro, e coi nostri fratelli minori che ci prendono a calci in faccia...

Ale ha detto...

Sfortunati? Noi? Che si siamo trovato tutto fatto? Chi è ragione del suo mal pianga se stesso... o spiegati meglio...

Demart ha detto...

Tutto fatto?
Abbiamo un futuro da precari... e chissà se avremo mai la pensione...

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