16 gennaio 2012

Ma anche no

Scopro via faccialibro dell'imminente pubblicazione di un romanzo, pubblicizzato da un articolo del Mattino di Napoli di sabato scorso (se non erro, nella foto manca la data): al centro di suddetto articolo campeggia una foto degli attori di Tuailait, il che mi provoca un promo conato di disgusto. Che per dare notorietà a un romanzo nostrano si debba ricorrere a un fenomeno mondiale come quello dei vampiri adolescenti è una vergogna. Masochista quale sono, vado a leggere l'articolo e non credo ai miei occhi.

  1. La protagonista emigra (a causa di un amore finito. A diciotto anni. No comment.) da Napoli in Germania. Dal caldo e dal sole al freddo e alla pioggia. Da Phoenix a Forks, insomma.
  2. Decide di andare a stare dalla madre separata, di recente risposata (con un uomo che alla protagonista sta sulle scatole: allora vuoi proprio farti male?). In Tuailait Bella lasciava la madre fresca di nozze per andare a stare col padre non tanto simpatico.
  3. Incontra dei vampiri.
  4. I vampiri non si cibano di sangue umano. E stando all'articolo l'autrice voleva scrivere un "romanzo vampiresco perfetto".
  5. Il titolo è in inglese (Damned). Siamo in Italia, l'autrice è italiana, perché diavolo usare l'inglese? Perché fa figo? Che tristezza.
  6. Una dei personaggi si chiama Engel (sic).
  7. L'autrice ha iniziato a scrivere il romanzo al liceo, a 15 anni. Non nego che i talenti precoci esistano, ma 15 anni sono troppo pochi per Scrivere.
  8. Le case editrici cui invia il romanzo sono tutte interessate (relata refero) ma una decide di darlo alle stampe. E non è piccola e sconosciuta.
Nella seconda metà del Settecento è cominciata la moda del romanzo gotico, che è durata ben più di un secolo: tantissimi vi si sono cimentati e a noi restano gioielli come Frankenstein, i racconti di Poe e Dracula.
Oggi sono tornati di moda i vampiri, ma le librerie si riempiono di carta straccia, romanzetti senza sostanza, tutti uguali tra loro.
"Purché leggano", questo conta? Genitori, se casa vostra fosse zeppa di prelibatezze, permettereste che i vostri figli si nutrissero di spazzatura?
Certo, come fai a vietare a tuo figlio di leggere? Per i giovani non c'è niente di meglio di un divieto per rendere qualcosa ancora più interessante. E se proprio i genitori non leggono, da chi un ragazzo potrà imparare il senso critico? Dalla scuola? Dove ti propinano i Promessi sposi solo perché è un classico, senza minimamente formare il gusto del bello?
L'usa e getta è entrato anche nella cultura.

Alla giovane Claudia Palumbo auguro ogni bene: che non venga usata solo perché fa trendy, che non venga strumentalizzata come tropo spesso accade, che non precipiti tanto in fretta come è stata lanciata in orbita. Continua a scrivere, ma fallo per davvero. E procurati un buon editor, non il correttore automatico di uord.

13 responsi:

aerie ha detto...

Mah, da quello che ho capito è un po' troppo simile a Twilight.
A questo punto uno legge Twilight...

katiu ha detto...

Ho intravisto questo libro su qualche sito internet di recensioni/anteprime, e quando ho letto la trama .. mi stava venendo un colpo: ma la fantasia si è persa per strada?

kat ha detto...

Sono troppo impegnata a vomitare per farmi venire in mente altro.
(Engel?)
Però sì, anche in biblio succede che ci chiedano schifezze, tipo moccia, perché ai figli piace solo lui. Pur che leggano, dategli moccia. Ma quando finiranno la scorta e finalmente leggeranno qualcosa di migliore, dovranno pur rendersi conto che quello di moccia&co non è Scrivere, no?

Avstron ha detto...

Ahahahahahahahahahaha questo è come i libri sulle scuole di magia che erano usciti sulla scia di HP.
Punto uno, va in Germania a curare il cuore ferito. Da NAPOLI. In Germania. Santo maro.
Punto 2, come sanno tutti quelli che ne capiscono qualcosa di maschi nordici, a curare il cuore ferito si va in Svezia o in Olanda.
Punto 3, sulla base del nome del vampiro, come si chiama la protagonista? Ariella? Clarabella? Estella? Brunella? Bidella?
Punto 4, nella Germania luterana SICURAMENTE un tempo tanti ragazzi si chiamavano Engel. SICURAMENTE.

Torno seria sul discorso del "purché leggano".
Anche io, prima di diventare lettrice compulsiva, prima di imparare a leggere autonomamente ci ho preso gusto coi libretti di poco conto. Tonnellate di spazzatura (oddio non sono mai finita a leggere Moccia o Fabio Volo, fortunatamente). Poi sono passata a libri più alti, alternando roba più leggera. Secondo me a insegnarmi a leggere sono stati i miei genitori, mia madre coi suoi romanzi rosa, e mio padre coi suoi fumetti, che leggono tuttora in ogni momento di relax. È un segnale niente male, leggere per relax. E adesso vado che mi tira di scriverci un post sul nuovo blog.

Demart ha detto...

E Melissappì? Ti sei scordata di Melissappì?

Eh, in momenti come questo si sente la mancanza di quelle belle recensioni di Betty...

aerie ha detto...

Mah, Avstron, visto che viene da Napoli ci sta bene Antonella.

Pythia ha detto...

Bettyyyyy!!! Rivoglio le Malvestite! :'(

Che poi, se questa avesse scritto un clone di "Via col vento" ambientato nell'Italia del 1848, se la sarebbe filata qualcuno? Bah. Tutti sciacalli, sono. Perché mica ce l'ho con lei, povera stella, ma con chi la pubblica.

EccoFatto ha detto...

Attenzione cara Pizia, I promessi sposi È bello. Lo considero la cosa più bella che ho letto in vita mia, e ogni tanto torno a sfogliarne qualche pagina.
A scuola è ovvio che te lo propinino, insieme alla Divina commedia. Mi stupirei del contrario.

A chi avesse a disposizione 10 minuti esatti (non un secondo di più) e volesse rispolverare il capolavoro manzoniano, consiglio questo simpatico filmatino:

http://www.youtube.com/watch?v=c9CxZnsbY04

Ciao a tutti

Pythia ha detto...

EccoFatto, non dico che i PS siano brutti, ma che farli studiare nel modo in cui si studiano, senza un paragone con il nostro tempo, non formi il gusto di un giovane. C'è il rischio che ci si fermi lì, alla paginetta commentata a pappagallo: questo non è "bello".
Il video è troppo divertente :D

Ale ha detto...

@EccoFatto: Renzo&Co un bel libro??? Gesumaria!!!

kat ha detto...

Ho appena messo le mani su cotanta mirabile opera (della biblioteca, ovviamente), ma mi è venuto in mente che ne avevi parlato solo dopo averlo portato a casa. A questo punto lo leggerò, ma credo di partire prevenuta.

Pythia ha detto...

Kat, fammi sapere com'è! Io preferisco evitare, non è carino scaraventare fuori dalla finestra un libro della biblioteca :-P

kat ha detto...

Stronc...ehm, volevo dire recensione pronta. Vedi pure su anobii o sul mio blog, come vuoi. E per rispondere a due delle domande esistenziali qui sopra, il titolo "damned" è il nome della band in cui suonano i vampiri, e Engel (vabbè) è una femmina.

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