30 dicembre 2009

Tiriamo le somme

Il 2009 sta per finire: se per il 2008 si diceva "anno bisesto, anno funesto", non voglio immaginare cosa si possa dire di questo prossimo alla fine.
Come da tradizione, stilo un elenco di ciò che vorrei buttare, ma anche di quello che vorrei tenere stretto.

  • Prima di tutto, un bel calcio in culo alla Gran Bastarda, che anche per quest'anno mi ha fatto penare: giorni, ore, attimi di vita irripetibili buttati tra coperte, piumone e lacrime. Vaffanculo.
    Di questa esperienza mi restano però la mia forza, la mia tenacia, la mia rabbia: sono una gran testarda, spero di riuscire a prenderla per sfinimento. Stronza.
  • Butto dalla finestra Ca' Foscari al gran completo: concorsi fotografici dove la giuria non sa riconoscere una buona foto (non le mie: cavolo, ne ho viste di geniali, letteralmente, eppure scartate), concorsi letterari che non si sa chi sia il vincitore, gente che se osi chiedere gli appunti ti fulmina, neanche avessi chiesto un rene, docenti che si credono superuomini solo perché hanno una cattedra. Rivoglio l'Accademia, con i miei amici, i miei professori con cui si poteva parlare e che trasmettevano tutto il loro entusiasmo per quello che facevano.
    Tengo un'amica, che non per niente risale ai tempi dell'Acca, unica presenza costante tra le aule veneziane: ci siamo ritrovate per caso dopo tanti anni, è stata una sorpresa e una gran consolazione in quel mare di sconosciuti che mi circondano.
  • Un gran calcione anche al gruppo di studenti/docenti/dottorandi del seminario del lunedì, tronfi del loro sapere, dei loro archivi e delle loro ricerche.
    E intanto io, nella mia ignoranza, sono forse l'unica a conoscere la differenza tra un pennello e un poggiamano. Tiè.
  • Via anche famiglia e parenti serpenti: i miei genitori, cercando di fare il loro meglio con somma convinzione, hanno fatto del loro peggio; mio fratello, che si crede l'ombelico del mondo; i parenti che tirano fuori la solita storia insulsa del "sei la maggiore devi dare il buon esempio". 'Fanculo.
    Si salva il nonno, che incredibilmente sta dalla mia parte, e lo zio Kaprone che ha soprannominato l'O.F. "Rita", abbreviazione di "emeRita testa di cazzo".
    Ma il vero lato positivo di questo bailamme familiare è la casetta, tutta per me: faccio ancora fatica a organizzare il budget (in compenso sono diventata un'esperta di discount e offerte speciali), le pulizie, le lavatrici, i pasti (che spesso mi vien voglia di saltare, perché per me sola mi passa la voglia di cucinare), ma l'indipendenza, seppur fittizia, non ha prezzo.
  • Facebook, con tutte le applicazioni idiote, i gruppi senza senso, le cazzate immani e l'inevitabile dipendenza che crea.
    Certo se non ci fosse non avrei ritrovato le amiche di Torino, la mia amica di penna dall'Indonesia, i compagni di Accademia che sono in giro per il mondo.
  • Se potessi, butterei nel canale più lurido di Venezia quei balordi che la notte di S.Stefano hanno rotto il finestrino della Apollo-mobile, fregandosi lettore mp3, occhiali da sole, auricolari del cellulare e cavo AV per il lettore, il tutto ben nascosto: si son dati da fare i bastardi, perché han sfasciato 4 o 5 auto in serie, alla cieca. Tanto, i danni mica li pagano loro.
    Salvo una risata sadica: il cavo AV era difettoso. Spero ci si impicchino.
  • In quest'anno maledetto la signora con la falce ha mietuto un po' troppe vittime: persone vicine, persone lontane, persone sconosciute, animali teneri e coccolosi.
    Vorrei restasse il senso della vita, del godersi ogni attimo per come viene, dell'evitare di rimandare a un domani che sarà sempre domani quello che invece si potrebbe fare oggi.
Dulcis in fundo, quello che metto in cornice, sulla parete più bella e importante della mia casa, della mia vita:
  • Apollo, che c'è sempre e comunque.
  • Gli amici vecchi e nuovi.
  • I libri che ho letto.
  • Gli esami superati brillantemente.
  • Il country, che mi fa divertire, sfogare, scatenare: sto conoscendo un sacco di gente nuova e interessante, un gruppo unito, nonostante le diversità.
  • Gli Anobiani vicentini, con cui per ben due volte ho fatto le ore piccole senza rendermene conto, dono raro.
  • Le ragazze del Round Robin, 30 pazzoidi che stanno realizzando 30 coperte a 30 mani: 30 donne fantastiche, con storie diversissime alle spalle, mondi nuovi da scoprire, pepite d'oro nascoste nella rete.
  • Uno scrittore lunatico, riservato e decisamente fuori di testa.
  • Le vacanze in Val Badia e le mie marmotte buffe.
  • Le risate con le amiche di sempre: vorrei che tutti i giorni fossero così, ma forse è proprio la rarità di questi momenti che li rende speciali.
  • Le lacrime, quelle belle, di emozioni forti e intense, di gioia, commozione, sorpresa: le uniche che riescono ad arrivare dove le parole si fermano.
  • E tutti voi, lettori di questo blog: nomi noti, facce sconosciute, anonimi che riescono a sfiorarmi l'anima, amici silenziosi. Grazie: senza di voi questo non avrebbe senso.

    1 responsi:

    Chiara ha detto...

    Io non sono capace di tirare le somme del mio anno, ma ti auguro con tutto il cuore un anno nuovo sereno e pieno di soddisfazioni!
    baciabbracci

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