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18 novembre 2013

Mai dire Maibosci

Interrompo la mia latitanza per rendervi partecipi di una sorpresa che ho da poco ricevuto: seguo un blog da diverso tempo, anche se non mi ricordo né come l'ho trovato né perché, in fondo, continuo a seguirlo. La titolare è simpatica, ma forse mi colpiscono maggiormente le sue sfighe, che affronta con un discreto savoire-faire e che per un banale ma comunque efficace "mal comune mezzo gaudio" riesce sempre a farmi sorridere.

Ora, questa persona davvero ammodo nei giorni scorsi si è trovata imparpigliata nella realizzazione di un berrettino, di quelli che vanno tanto di moda e che la sottoscritta già faceva da eoni: il mio occhio clinico e la mia innata gentilezza mi hanno portata a suggerirle come migliorare il suo lavoro e lei, per ringraziarmi, ha spontaneamente scelto di destinare alla sottoscritta un kit omaggio per realizzare i suddetti cappellini.

Non potevo non esimermi dal ringraziarla pubblicamente: trovate tutta la storia qui, mi raccomando leggete fino in fondo.

A presto (spero)

15 settembre 2011

L'erba voglio

Caro Babbo Natale,

lo so che è ancora presto ma tra un po' tutti saranno lì a chiederti i regali e magari la mia lettera si perde nel marasma e resto fregata. Così ti scrivo adesso che manca ancora un po' e tu sei più concentrato e mi leggi meglio.

Quest'anno sono stata tanto brava: ho lavorato con un signore cattivo che non mi pagava e ho tenuto duro finché ho potuto.
Poi c'è stato il matrimonio con il mio Apollo: ho fatto le bomboniere, disegnato gli inviti, organizzato il viaggio eccetera eccetera.
Poi ho lavorato con un signore antipatico che mi ha promesso tante belle cose e invece finito il lavoro che gli serviva mi ha detto ciao ciao. E con questo signore non mi trovavo mica bene sai, volevo anche andare via, ma sono stata brava e sono rimasta fino alla fine.

Faccio anche la brava mogliettina: faccio il bucato, stiro, metto in ordine - non sempre sempre, è vero, ma devo ancora prendere il ritmo. Poi non è mica colpa mia se in questa casa l'entropia è sempre a livelli critici, alla fisica non si comanda!

Ecco, allora siccome sono brava penso che mi merito un bel regalo, giusto?
A me piacerebbe tanto questo qui.
Serve per leggere i librini, ma ci puoi anche scrivere con la penna speciale e prendere appunti e sottolineare, e poi puoi usarlo come agenda e diario. Fa un sacco di cose sai!

Visto che a Natale sarai impegnatissimo, potresti portarmelo prima così ti fai un giro qui al calduccio e hai un pensiero di meno a dicembre.

Grazie

8 novembre 2010

Bigfoot

Ho spalato, spazzato, insaccato, spostato, sollevato, badilato, trasportato, innaffiato, lavato, grattato, camminato, vangato, trascinato, scaricato.
E di tutti i muscoli del corpo che avrebbero diritto di reclamare attenzione, mi fanno male soltanto gli alluci, per colpa degli stivali stretti.
Non c'è più religione.

23 agosto 2010

Rancore

Qualche anno fa ne hanno fatto pure un film, il cui titolo in Italia non è stato ovviamente tradotto: era "The Grudge", che ammetto fa pensare subito a un'entità concreta seppur soprannaturale che la parola "rancore" da sola non evoca. Il film non mi ha fatto né caldo né freddo - nonostante il ragazzo che mi aveva invitata a guardarlo avesse sperato mi terrorizzasse onde trovarmi aggrappata a lui per tutto il tempo XD - ho trovato quantomai azzeccato che un sentimento fosse così morboso da impregnare una casa, riversarsi sugli occupanti e condizionarne la vita.
Il rancore è perfido e subdolo, ti si infila sotto la pelle e non riesci ad estirparlo in nessun modo, anzi, più ci provi più lui si nutre della tua frustrazione. Si gonfia come un soufflé e si espande con i suoi pseudopodi in ogni pensiero cosciente o meno. Qualche volta raggiunge lo stomaco, che stringe in una morsa tenace. E la rabbia e il senso di impotenza verso la coscienza di non poter agire, perché nulla è abbastanza, corrodono tutto ciò che sventuratamente entra in contatto con la bestia nera del rancore.
Vorresti trovarti davanti all'oggetto del tuo odio e urlargli in faccia ogni oscenità possibile e oltre l'immaginabile. Vorresti consumare ogni chiave in tuo possesso sulla carrozzeria della sua auto, riducendola a una maniera nera di Goya. Vorresti vederlo strisciare implorando pietà e mostrando il proprio pentimento con un gatto a nove code che si percuote sulla schiena come i flagellanti del Medio Evo. Mille e non più mille, questa è la tua vendetta.
Ma dopo notti insonni trascorse a progettare metodi di tortura adatti alla situazione e a inventare discorsi che sono possibili solo nell'immaginazione, con lo stomaco a rischio ulcera e le mandibole slogate a forza di digrignare i denti, arriva la Luce.
Mentre tu eri impegnato a odiare con tutte le tue energie, e l'odio ne richiede parecchie, l'oggetto del tuo disprezzo continuava tranquillo la propria vita, ignaro dei tuoi piani di vendetta irrealizzabili e nemmeno lontanamente scalfito da cotanto rancore. Probabilmente si è anche dimenticato, nel frattempo, di aver causato tale sentimento, o, ancora peggio, non l'ha neanche mai immaginato.
In questa bolgia infernale, chi ci ha rimesso sei solo tu. Sai benissimo che se decidessi di prendere un metaforico fucile, caricato con gli insulti da tempo studiati, e farti trovare davanti casa sua per rovesciargli contro tutto il tuo disprezzo, otterresti solo di metterti in ridicolo. Anziché il tanto perfidamente desiderato "pietà!", dalle sue labbra uscirebbero due taglienti parole: "e allora?".
Allora devi metterti il cuore in pace e perdonare. Sembra costare tanto quanto le dodici fatiche di Ercole messe insieme e moltiplicate per sette. Senti che al confronto le fiamme dell'inferno sono appena tiepide. La sola idea provoca conati di vomito peggio di quelli delle montagne russe. Ma quando riesci a mettere fine al tuo rancore, capisci che è giusto così. Che quel che è stato è stato. Che perdere sonno salute serenità non è servito a nulla, se non a generare altro male, e l'unico a rimetterci sei stato tu.
Dopo tanto tempo, finalmente torni a respirare. Ti rendi conto che a Ercole non avrebbe fatto un baffo, che le fiamme erano solo un ologramma e la nausea semplicemente psicosomatica. Sei ancora vivo, e stai meglio di prima. Ti senti così leggero che pensi di avere bisogno di una zavorra per restare con i piedi per terra.
Un sorriso si allarga sulle tue labbra e ti fa assomigliare allo Stregatto. Perché la vendetta è facile, ma il perdono non se lo aspetta nessuno. Ed è molto più chic. Noblesse oblige.

I believe forgiveness is the key to your own happiness
(Affirmation, Savage Garden)

20 agosto 2010

Sogni e conflitti - streghe, vampiri e superstar

Ieri ho cenato con un plumcake: Tempesta di spade era un richiamo più potente di quello delle mie amiche Sirene incantatrici, e i tappi per le orecchie se li è fregati tutti Ulisse - poveretto, gli è bastata quell'unica esperienza legato all'albero della sua nave, ma almeno chiedere... XD
Non ho quindi scusanti per i sogni in HD di questa notte, niente peperonate su cui scaricare la colpa - a meno che non sia stata sufficiente la sniffata che ho dato a quella preparata da Mamma Apollo, ma a questo punto inizio a preoccuparmi davvero.
Da una massa di ricordi confusi, emerge con cristallina chiarezza un volto, con al posto degli occhi due pozze blu come un lago di montagna. Si era in un hotel e nella sala da pranzo aveva luogo uno strano convegno della famiglia Mayfair, con tanto di strega pazzoide che ballava sul tavolo lanciando profezie come Cassandra. Poi mi sono trovata in strada, in auto, sotto la pioggia, e il panorama mi ricordava tanto quello visto durante il tragitto per l'HJF dello scorso luglio.
Ci mancava solo Eddie Vedder, a questo punto, ma non si può mica pretendere la luna!

12 agosto 2010

Se (Diario di tesi?)

Se i pensieri girano come palline impazzite di un flipper...
Se la concentrazione è profonda come una piscina gonfiabile per bambini...
Se la voglia di fare rasenta il seminterrato...
Se il solo pensiero di prendere in mano le fotocopie per la tesi
provoca conati di vomito...
Se si trovano innumerevoli scuse per non chiudere il browser...
Se il sonno fa capolino insistentemente
nonostante le otto ore dormite senza interruzioni di sorta...
Se le vacanze iniziano ufficialmente domani
ma la testa è già avanti di un giorno...

Per favore, qualcuno mi punti una pistola alla tempia
e mi minacci di combinare qualcosa!!!

Non sono pigra, ho solo bisogno di incentivi.

21 maggio 2010

Sogni e conflitti/3

Al giorno d'oggi le ispirazioni per i romanzi sembrano tutte provenire dal mondo dei sogni: ne sono un esempio eclatante Stephenie Meyer e Maggie Stiefvater, che dichiarano di aver scritto i loro capolavori dopo aver mangiato pesante ehm, dopo un sogno particolarmente vivido.
Posso con sommo orgoglio annunciarvi che la prossima ad entrare nell'Olimpo degli autori-sognatori sarà la sottoscritta: stanotte ho avuto un incubo in 3D, con protagonisti - non indovinerete mai - dei vampiri.
Se mai troverò il tempo di mettere su schermo quanto ho sognato, produrrò un best-seller internazionale, gli ingredienti ci sono tutti.
In primo luogo i vampiri, che fanno tanto trendy.
Poi la storia d'amore tra un essere soprannaturale e uno ...non lo so, devo ancora capirlo.
Ci sarà passione, suspense, l'epico scontro tra il Bene e il Male: i miei lettori resteranno col fiato sospeso, palpiteranno per le vicende che coinvolgeranno i cuori dei protagonisti, spasimeranno nel desiderio di vivere il loro amore.
E io diventerò famosa.

D'accordo, stasera a cena niente peperonata e prima di andare a letto una camomilla concentrata.