...e del lunedì, del martedì, del mercoledì...
La mia dolce casetta si trova lungo una strada che sale verso i colli Berici, località San Rocco - per chi volesse fare un giro, i posti meritano una visita, soprattutto in autunno con l'esplosione dei colori delle foglie; è più rialzata rispetto alla strada, dato che si trova sul fianco del colle. Dalla stanza dove studio o dipingo, quindi, pur trovandosi a piano terra, riesco ad avere una buona panoramica del traffico: per fortuna non passano molte auto, talvolta una corriera e più spesso mezzi dei carabinieri che scendono dalla caserma. Il record dei passaggi appartiene però ai ciclisti: salgono e scendono a tutte le ore del giorno, da soli, in coppia, raramente in gruppo. Spesso mi domando che lavoro facciano per potersi permettere queste scampagnate quotidiane: se pedalare fosse il loro unico introito, allora mi sa che ho sbagliato davvero qualcosa nella vita.
Non sono una sportiva: l'unica attività fisica che comprendo è la danza (a proposito, con un anno di ritardo ho iniziato il corso di country! Fico!!!), cui potrei aggiungere il nuoto e il pattinaggio artistico. Tutto il resto è fuori dalla mia portata e comprensione: non trovo niente di divertente nel guardare 22 cretini più un evidenziatore che corrono dietro una palla, non capisco che gusto ci sia nel macinare chilometri di corsa girando attorno una pista o, ancora peggio, allenarsi per una maratona. E sì, in educazione fisica sono sempre stata una frana, l'ultima a essere scelta nelle squadre, l'unica a non ricevere mai la palla: forse ora è più chiaro perché mi piacciano tanto i libri :-P
Qualche volta, lo confesso, sono stata tentata di nascondermi dietro un cespuglio e gridare all'indirizzo del ciclista di turno un sonoro "pedala!": o, peggio, che perfida, ho desiderato che la canna del giardino fosse più lunga, in modo da nascondermi dietro il solito cespuglio e innaffiare lo sventurato pedalatore folle. Folle sì, dato che ne ho visti tanti affrontare quella salita bella tosta sotto il sole di agosto, alle quattro del pomeriggio.
Ma i momenti surreali sono ben altri: il retro della casa si trova praticamente sul ciglio di una strada sterrata, che parte e si ricongiunge a quella asfaltata di cui sopra. Questo è il regno dei mountain-bikers: prima o poi mi vedo ripetere quanto fece la bisnonna ai suoi tempi, corsa a soccorrere due cretini lanciati a folle velocità giù dalla discesa, schiantatisi contro un sasso. Spesso capita che a colazione o a pranzo, con le finestre aperte, mi sia vista un ciclista praticamente in casa: basta allungare una mano e potrei passare un succo di frutta o una forchettata di pasta, meglio di un pit-stop.
1 ottobre 2009
Ciclisti della domenica...
19 giugno 2009
Macchine infernali
Più che macchine, dovrei dire marchingegni, dato che si tratta della mia super-bici, quella che Apollo mi ha regalato tre compleanni orsono (non serve specificare il colore, vero?)
Finalmente una bicicletta a misura umana: a casa mia, fino a quel momento, potevo contare o sulla mia vecchia carriola formato dodicenne o sulla bici ibrida (nel senso che non si capisce se è da corsa o da strada o da cosa) di papy - che oltre ad essere un po' troppo grande per me, ha pure il cambio rotto.
Che meraviglia poter pedalare senza trovarmi le ginocchia in bocca, o fermarmi anche ben distante da un marciapiede dove potermi appoggiare: e poi i cavalcavia...una passeggiata con le marce da salita!
L'unico neo del mio tessoro era la sella, dura come il marmo, che riduceva in stato pietoso il mio culetto d'oro.
Qualche settimana fa, Apollo, impietosito dal mio stoicismo stressato dalle mie lamentele, mi ha regalato una sella imbottita di gel: domenica abbiamo fatto il cambio e una pedalata di collaudo. Una goduria per le mie chiappe!!!
Solo che a voler cercare il pelo nell'uovo, la sella mi pareva spostata troppo in avanti: così oggi pomeriggio mi metto ad armeggiare con chiavi e bulloni e in due secondi la posiziono come meglio mi aggradava. Tutta fiera del mio lavoro, mi appresto a farci un giro di prova: dopo due pedalate, mi ritrovo con la sella ruotata di 90°. Forse non ho stretto abbastanza la vite? Ritorno, stringo, riprovo. Idem come sopra.
Allora penso di averla spostata troppo indietro, così la riposiziono com'era - scomoda, ma almeno funzionante. Nada.
Non so se sia peggio dover usare la bici da nanerottola o avere la mia in versione porno. +perso+