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26 luglio 2012

1+1=3 - Perché la matematica non è un'opinione!

Tempo fa sognavo di pony e di lavoro e qualcuno dei miei Oracolanti si immaginava invece che il mio desiderio fosse quello di un bebé. Evidentemente sprizzavo voglia di maternità da tutti i pori, se in una metafora che intendeva tutt'altro è stato visto questo mio sogno.

Bene, signori miei, sappiate che i sogni si avverano, e questa testina ne è la conferma:


È un maschietto che ha già cominciato a farmi i dispetti, tutto sua madre!

Prometto che non inizierò a parlare (esclusivamente) di pupi, pappe e pannolini, ma ci sarà da ridere, questo è sicuro :-)

21 febbraio 2012

Ufficio complicazioni affari semplici

Arriva una bolletta da pagare: io tenderei ad andare il giorno stesso, o quello successivo, mentre Apollo rimanda alla scadenza. Quando paghiamo le bollette? L'ultimo giorno disponibile.
Ieri mattina toccava a quella della luce: ero in giro e quindi mi sono presa io l'incarico di andare in posta.
Presento il bollettino, porgo il bancomat e l'impiegato mi dice "carta non abilitata" . Sì sì, senza mezzi termini, coinciso come un poeta ermetico.
Guardi, dico io, che ho già usato il bancomat altre volte.
Eh, si vede che non l'ha ancora attivato.

MacFly, c'è nessuno in casa??? (cit.)

Capisco che non tira aria di voglia di fare bene, quindi levo le tende. Passo in un altro ufficio postale. Anche qui il bancomat non va, ma almeno l'impiegata è così cortese da informarsi con il collega e mi propone pure di lasciare il pagamento in sospeso mentre prelevo dal bancomat di là della strada. Ringrazio ma declino, non ho voglia di pagare la commissione per un prelievo in una filiale di banca diversa dalla mia.
Torno a casa con le pive nel sacco, meditando il giro meno complicato per toccare bancomat e posta. Arriva l'idea: proviamo a farlo da internet, tanto sono registrata nel sito delle Aiemme.
Prima però controllo la disponibilità della mia carta prepagata e scopro una cosa interessante: nel menu apposito c'è la voce "Bollette": clicco e trovo, nell'elenco di enti convenzionati, pure le Aiemme. Compilo il form e in meno di due minuti ho pagato la bolletta. Senza commissioni, non un centesimo in più di quel che dovevo.

Ho scoperto l'acqua calda, ma è sempre un piacere.

6 febbraio 2012

Redux

Una volta l'anno mi capita, come a tutti, di compiere gli anni: venerdì, per l'appunto, tra i numerosi auguri ricevuti via faccialibro, mi trovo un "Buon compleanno, pittrice" da parte della moglie (artista) del mio vecchio (nel senso di passato) maestro di pittura.
Nell'ordine:

  1. sono stata felice che mi abbia fatto gli auguri, perché non è questa grande frequentatrice di faccialibro
  2. mi sono sentita in colpa perché proprio non meritavo l'appellativo "pittrice" (detto poi da lei è anche peggio che riceverlo da chicchessia)
  3. ho messo in moto le rotelle della mia testolina matta, che gira che ti rigira hanno causato, sempre nell'ordine:
  1. una crisi di coscienza
  2. una voglia irresistibile di colori e pennelli
  3. la ricerca di avanzi di tela a casa dei miei
  4. la messa in ordine del reparto "colori&pennelli" nell'attuale Antro
  5. svariate imprecazioni perché all'appello mancavano i colori a olio
  6. la deviazione nella casa delle feste per recuperare detti colori
  7. la stesura a gessetto delle idee partorite durante la scorsa notte, insonne
  8. la ripresa di un dipinto lasciato abbozzato qualche secolo fa
Quindi oggi a casa mia si respira aria nuova. Di olio di lino e trementina.

23 dicembre 2011

Scene da un matrimonio - 8/7

Quando si dice "le sorprese non finiscono mai"! In quel di settembre arriva l'annuncio della comare di Apollo, "mi sposo!" - a dicembre. 2011.
Dopo esserci passata in prima persona, davvero non so come abbiano fatto a organizzare tutto in meno di tre mesi, io sarei letteralmente impazzita.
Per l'occasione mi sono presa un vestito carinissimo, 45neuri da Acca&Emme, che conferma il detto sacrosanto "se bella vuoi apparire, un po' devi soffrire": senza maniche, senza spalline, di raso lungo fino ai piedi. Va bene che è sintetico, ma non tiene certo caldo, non al 17 dicembre. Per fortuna non manco di risorse e mi sono attrezzata: coprispalle di lana, scialle di acrilico misto mohair (morbidissimo e caldissimo), calze termiche. Ho avuto freddo solo fuori dalla chiesa e solo perché dentro faceva caldissimo. Purtroppo le mie precauzioni non sono bastate a tenere lontani i tanti bacilli che giravano, madre della sposa e testimone con la tonsillite in primis: e con i confetti mi sono portata a casa pure i bacilli. Ho resistito tre giorni, cercando in tutti i modi di sopprimere il malanno: ma vuoi la stanchezza, vuoi l'ambiente di lavoro non proprio congeniale, ieri notte mi sono svegliata con la febbre.
Oggi sto già meglio ma me ne resto a letto: con il vassoio da colazione il pc sta comodissimo, quindi posso recuperare tutto quello che non ho scritto fin'ora.

Le foto dell'evento sono ancora nella scheda di memoria, che è nella macchina fotografica, che è nello zaino di Apollo...

16 novembre 2009

Invito a cena con delitto

Sabato sera, su iniziativa di Apollo, con alcuni amici abbiamo partecipato all'iniziativa di un'azienda vinicola "Delitti in cantina": la marronata accompagnata dal vino prodotto dall'azienda era vivacizzata da una compagnia teatrale di Verona, che coinvolgeva gli astanti nella risoluzione di un delitto.
All'inizio della performance, a ciascun gruppo è stata consegnata una busta, con "documenti" inerenti il caso e fogli per gli appunti: la vittima era una donna di 35 anni, che aveva fidanzato e amante entrambi gelosi. Sospettava l'amante di essere coinvolto nella scomparsa di moglie e figlia durante una vacanza al lago. Pochi i personaggi coinvolti, interessante l'intreccio, stimolanti gli spunti e soprattutto l'interazione col pubblico, realmente partecipe delle indagini con domande a ciascun personaggio.
Da amante della letteratura thriller e dei serial analoghi, ho capito subito chi fosse il colpevole, traditosi con le solite due frasi che non avrebbe potuto pronunciare se non fosse stato l'assassino. (Per la serie, LaPizia in giallo)
Qualche difettuccio c'è stato, soprattutto da parte dell'azienda ospite: sui tavoli erano pronte delle caraffe di vino, dolce, leggermente frizzante, un po' torbido ma veramente buono, che però nessuno si è premurato di presentare. Idem per il recioto spumante: sarebbe stato carino che il titolare lo introducesse con le solite quattro cavolate da pseudo-sommelier, in fondo se organizza certi eventi è anche per farsi conoscere e per pubblicizzare i suoi prodotti: è mancato anche un invito ad un eventuale acquisto. Mi sa che avrebbero bisogno di un buon ufficio marketing ;-)
Da parte della compagnia teatrale ci sono state alcune incertezze nella soluzione del caso: veniva richiesto di indicare non solo il colpevole, ma anche i motivi per cui lo si riteneva tale e il movente.
Una delle due frasi "incriminanti" era sul fatto che la donna fosse stata uccisa: peccato fosse anche plausibile che il colpevole ne fosse stato informato in precedenza. Altro dettaglio troppo facilone era la connessione del lavoro dell'assassino con la chimica - la vittima era stata avvelenata: noi l'avevamo scartata perché troppo tirata per i capelli, e avevamo pure un esperto del settore in squadra. Il movente non stava in piedi e soprattutto durante la messa in scena non gli si è dato affatto risalto: sarebbe calzato meglio su un altro personaggio.
Mi sono premurata di segnalare questi difettucci sul libro degli ospiti messo a nostra disposizione a fine spettacolo :-P
A parte questi dettagli, abbiamo trascorso una serata diversa dal solito: mi piacerebbe ripeterla, o magari organizzare con Apollo e qualche amico uno spettacolino analogo per una festa tra amici, così finalmente potrò esprimere tutto il mio talento di sceneggiatrice e attrice. (Per la serie LaPizia incompresa)

4 novembre 2009

Pazzi in Alabama

Assieme a Boys don't cry, ho preso anche quest'altro dvd, che mi pareva essere più allegro e leggero, sia per la presenza di Melanie Griffith che per la regia dell'adorabile marito Antonio Banderas.
La storia di per sé è di un'assurdità totale: Lucille sogna di fare l'attrice, ma si ritrova con un marito che pensa solo a metterla incinta, riuscendo nell'intento per ben sei volte, e che non è disposto a muovere un dito per lei. Così, quando arriva l'occasione che aspettava da una vita e il marito le dice di andare a quel paese, col cavolo che bado ai tuoi figli mentre sei a Hollywood, lei lo uccide e gli taglia la testa, giusto per essere sicura che sia morto. Piazza i bambini dalla madre, si confida con il nipote preferito Peter, e poi parte alla volta della California con la testa del marito in una scatola tupperware. Le sue (dis)avventure hanno del paradossale e sollevano l'animo dello spettatore nello svolgersi delle vicende parallele, tutt'altro che leggere. Siamo negli anni '60 e in Alabama vige ancora la segregazione razziale: testimone degli eventi sconvolgenti è Peter, che si ritrova da spettatore a protagonista, mettendosi dalla parte dei suoi concittadini di colore.
Chi ha scritto la sceneggiatura è un genio: è riuscito a mettere insieme comicità e tragedia con delicatezza, come due facce della stessa medaglia, senza che l'una soffochi l'altra.

21 ottobre 2009

Wonderwoman

Oggi ho avuto l'occasione di conoscere una donna straordinaria.
Sto cercando un lavoretto part-time: ho inviato il curriculum a una cooperativa che sta cercando una studentessa che accompagni una signora disabile in varie commissioni, per due, tre giorni la settimana. Sono stata chiamata e nel pomeriggio mi sono presentata al colloquio.
Pensavo che fosse la cooperativa a selezionare la candidata, o comunque a effettuare una prima scrematura: invece mi sono trovata a tu per tu con la diretta interessata. E' una signora di qualche anno più vecchia di me, che si trova senza braccia per nascita. Mi ha conquistata con la sua allegria, la sua solarità, le sue chiacchiere coinvolgenti: è una tipa tosta, con una gran voglia di godere anche delle cose più banali, come lo shopping o la piscina.
Ho scritto che è senza braccia: ma le sue gambe e i suoi piedi suppliscono alla mancanza come nessuno potrebbe immaginare possibile. Ha una gestualità naturale, anche nel parlare: i suoi piedi curatissimi stringono una penna, grattano il naso, giocherellano con i capelli...sono rimasta senza parole.
Mi ha conquistata davvero: mi piacerebbe tanto poter essere scelta, perché è una persona veramente incredibile e poterla conoscere e frequentare sarebbe un onore.
Sono però un po' pessimista: mi ha detto che sta ricevendo numerosi curricula e che ha dei criteri preferenziali, come la vicinanza a casa sua, per comodità (e io sto abbastanza lontana) e l'esperienza diretta di assistenza a un disabile (che io non ho: a dir la verità questo non era specificato, anche se il massimo che chiede è di essere aiutata a provarsi un abito, per esempio).
Avrò notizie a novembre: intanto posso dire di essere contenta di aver avuto l'occasione anche solo di scambiare quattro chiacchiere con una donna straordinaria.