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29 agosto 2010

Dolcetti al cocco "q.b."

La mia amica Tuz mi prendeva sempre in giro perché per misurare il sale per l'acqua della pasta lo versavo con un cucchiaino: a casa mia s'è sempre fatto così, e io seguivo la tradizione. Ora vado a occhio, tranne quando sono a casa degli augusti genitori onde evitare filippiche contro la mia eresia culinaria.
Non sono ancora giunta a un grado di esperienza tale che mi permetta di andare a spanne per qualsiasi ricetta, ma i dolcetti al cocco sono una piacevole eccezione.
Ho imparato a farli dalla zia, assistendola nella preparazione, ma senza prendere nota delle dosi: un giorno che ho voluto ripetere la ricetta per conto mio, non avendo la zia a portata di mano, mi sono arrangiata, e così poi ho sempre fatto.
Consiglio pertanto di cimentarsi nell'impresa solo a chi ha dimestichezza tra i fornelli ;-)

  • albumi
  • zucchero a velo
  • farina di cocco
Si montano a neve fermissima gli albumi, aggiungendo qualche goccia di succo di limone o di aceto bianco per renderli più sodi (il sale, nonostante ciò che si trova anche nei libri di cucina, provoca l'effetto contrario, come insegna il buon Bressanini sul suo blog) e pian piano si aggiunge lo zucchero a velo, fino a formare una meringa densa e lucida.
A questo punto si mescola la farina di cocco, con dolcezza per non smontare la meringa: l'impasto deve essere compatto, non troppo asciutto né troppo umido - nel primo caso i dolcetti si sbriciolerebbero, nel secondo diventerebbero gommosi come chewing-gum.
Con un cucchiaio, o a mano, si formano delle palline, da disporre su una teglia; altrimenti si può stendere uno strato uniforme in uno stampo per poi tagliare i dolcetti una volta cotti. In forno a 180° per una decina di minuti, o al microonde con il grill per circa cinque minuti, comunque finché i dolcetti saranno dorati in superficie.

I dolcetti sono dedicati a un lupastro goloso :-P

Zuppa delfica

Che la Pizia fosse una gran golosa lo si era capito, anche se da un po' in queste pagine non compaiono ricette prelibate: rimedio con due chicche, che se non posso dire siano i dolci che preferisco, perché farei un torto a tutti gli altri, almeno posso vantarmi del loro successo.
La prima che propongo è la mia versione della zuppa inglese: la ricetta originale vorrebbe una crema inglese eseguita alla perfezione, ma siccome puntualmente la crema mi impazzisce - sarà colpa delle mie nefaste influenze! - la preparo con il trucco.
Le dosi sono a occhio e spanne, da moltiplicare per ogni tuorlo d'uovo in più:

  • un tuorlo
  • un cucchiaio di zucchero
  • un cucchiaio di farina
  • un bicchiere di latte (circa 100 cl)


In un pentolino antiaderente si mescolano gli ingredienti, da cuocere a fuoco lento per evitare grumi: quando la crema inizia ad addensarsi si toglie dal fuoco e si mescola energicamente per qualche istante affinché si stabilizzi.
Mentre la crema si raffredda, si preparano i savoiardi, da stendere sul fondo di una pirofila dopo averli imbevuti velocemente nell'alchermes, il tipico liquore rosso: a seconda dei gusti personali, si può allungare il liquore con un po' di acqua, per smorzare il suo sapore intenso.
Si coprono i biscotti con la crema intiepidita, ed eventualmente si ripete il procedimento per altri strati, a piacere.
Il dolce va servito freddo o a temperatura ambiente: questo in foto è stato spazzolato via nel giro di due minuti - Apollo e io qualche volta siamo peggio delle locuste :-P

17 febbraio 2010

La festa dei cretini - quest'anno sono cretina anch'io

Come sanno i miei più affezionati lettori (1 e 2), odio San Valentino: sarà che da un po' me ne sono rimasta lontana dai fornelli, sarà che causa esame non mi sono fatta la mia solita torta di compleanno, sarà che un certo video mia ha un po' commossa e messa dell'umore adatto, domenica sono tornata a pasticciare. Il risultato è stata una bellissima e goduriosissima torta di San Valentino, che Apollo ha gradito assai.

 

Ingredienti ed esecuzione.
Ho preparato una torta genovese, tipica base per le torte farcite simile al pan di spagna: si mettono i tuorli di 4 uova in una ciotola con 100g di zucchero e si montano a bagnomaria con le fruste, meglio se elettriche, fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro. Si toglie la ciotola dal bagnomaria e si continua a mescolare fino al raffreddamento. A questo punto si aggiungono 100g di farina e 25g di burro fuso, mescolando molto delicatamente per non far smontare le uova. Infine si montano a neve fermissima gli albumi e si incorporano al composto. In forno a 180° per 25 minuti circa.

Una volta che la torta è raffreddata, si può tagliare a metà: ho bagnato entrambe le metà con l'alchermes, il liquore rosso della zuppa inglese, diluito con un po' d'acqua per smorzarne il sapore, che può essere troppo deciso.
Ho quindi preparato il ripieno, con una crema di latte (100ml), uova (1 tuorlo), zucchero (3 cucchiai) e maizena o fecola di patate (1 cucchiaio e mezzo), fatta cuocere a fuoco lentissimo per evitare che "impazzisca", ovvero che si formino i grumi. Una volta raggiunta la consistenza di un budino denso, l'ho tolta dal fuoco e ho continuato a mescolare fino a intiepidirla, per stenderla sulla torta.

Ora è il turno della glassa, preparata con l'albume avanzato dalla crema e 180g di zucchero a velo, montati a neve fermissima a bagnomaria, con un aggiunta di alchermes per colorarla di rosa.
Ho coperto la metà spalmata di crema con l'altra mezza torta e quindi ho steso delicatamente la glassa: un bijoux.

Non sono mancati gli intoppi: il mefitico frullatore ha iniziato a dare segni di cedimento e sia i tuorli che la glassa non sono venuti alla perfezione. Il giorno dopo sono andata a comperarmi uno sbattitore nuovo, tié.
Il primo tentativo di farcitura si è rivelato un disastro, perché la crema è impazzita nonostante le precauzioni: un composto giallognolo pieno di grumi, mezzo liquido e mezzo denso, rivoltante.
Per qualche strano motivo, la crema che per un'ora se n'è rimasta bella soda, al momento della spalmatio di glassa ha deciso di liquefarsi, causando un pasticcio giallo-rosa: la torta farcita dei miei sogni, due strati di morbida pasta imbevuti di alchermes, separati da uno strato di soda crema pasticcera, il tutto coronato da una croccante ma friabile glassa rosa, si è trasformata in un panino farcito di uno strano liquido giallognolo e ricoperto di zucchero mezzo cristallizzato.

Nonostante tutto, però, la torta era buonissima: ha avuto vita breve, lunedì sera era già finita - e meno male che c'era lezione di ballo, sennò altro che jeans nuovi!

13 gennaio 2010

Crème caramel

Annoiata dalla semplicità dei budini in busta, mi sono cimentata un paio di volte con una crème caramel interamente fatta con le mie manine: non è così difficile come può sembrare, certamente si impiega più tempo rispetto a quelle quasi pronte, ma dà grandi soddisfazioni.

Si porta a bollore mezzo litro di latte, in cui è stato messo un baccello di vaniglia.
Nel frattempo (i meno esperti possono procedere dopo aver bollito il latte) si prepara il caramello, che è la parte più difficile e delicata: si mettono circa 120 g di zucchero in un pentolino con un po' di acqua, in modo da ottenere una pappetta densa. L'ideale sarebbe un ponzonetto di rame, si può usare anche un pentolino antiaderente ma io, in assenza del primo, preferisco una pentola di acciaio, in modo che sia più facile distinguere il grado di caramellatura dello zucchero. All'inizio si può tenere una fiamma vivace, ma appena lo zucchero inizia a imbiondire è meglio abbassarla, onde evitare che lo zucchero bruci - ci vuole un attimo ed è tutto da buttare.
Mentre lo zucchero cuoce, è bene preparare un altro pentolino con mezzo bicchiere d'acqua, portarla a bollore e lasciarla sobbollire senza spegnere il fuoco.
Quando lo zucchero prende il colore tipico del caramello, un bruno ramato non troppo intenso, si spegne il fuoco e si ferma la cottura aggiungendo un po' dell'acqua bollente che abbiamo tenuta pronta.
A questo punto si versa il caramello negli stampini: vanno bene quelli di ceramica, ma che possano essere messi in forno, quelli in pirex, o di metallo, o di silicone. A me piacciono quelli di silicone perché tra tutti sono i più grandi che ho trovato: non c'è gusto a mangiare un budino in due cucchiaiate ;-)

Procediamo con la crema: si sbattono 5 uova (intere o solo il tuorlo) con 100 g di zucchero, quindi si aggiunge il latte, meglio se intiepidito per non far rapprendere le uova, e volendo un cucchiaio di rum. Si versa negli stampini, che verranno messi in una teglia più grande riempita d'acqua per la cottura a bagnomaria. L'acqua non deve superare i 2/3 degli stampini: durante la cottura è bene controllare che non ne sia evaporata, eventualmente se ne aggiunge altra.
In forno già caldo a 160° per un'ora circa: la crème caramel è buona fredda ma anche tiepida - io non sono riuscita a resistere che raffreddasse del tutto!

9 dicembre 2009

Quattro quarti alle pere

La Quattro quarti è la prima torta che ho fatto, con la supervisione di mamy: tutta orgogliosa l'avevo portata dai nonni, che l'hanno elogiata nonostante la sua semplicità. Ricordo che l'avevo decorata con gli zuccherini, ma che forse per l'umidità del dolce non ancora raffreddato o per il caldo della stagione, si erano tutti sciolti. Forse l'avrò ripetuta un paio di volte, poi son passata a dolci più elaborati.
La settimana scorsa sono passata dal mio fruttivendolo di fiducia, che di solito mi dà frutta non del tutto matura, così la conservo più a lungo: stavolta mi ha fatto un brutto tiro, dandomi delle pere anche troppo mature. Non avevo nessuna voglia di farne indigestione, tantomeno di buttarle: da un po' avevo addocchiato una conserva di pere sotto spirito, ma queste erano davvero un po' troppo mature per rischiare, così ho optato per il dolce.
Quello con cioccolato e rum ormai mi ha stancata, volevo una torta "bianca": nelle mie innumerevoli ricette non ho trovato l'ispirazione, quella che avrei voluto fare era a casa di mamy e non potevo chiamare per farmela dettare, dato che era l'ora del coprifuoco. Ho optato allora per la Quattro quarti, soffice e delicata.
Gli ingredienti sono semplicissimi:

* 3 uova
* stesso peso di zucchero, burro, farina
* lievito qb, a seconda della quantità della farina

Le dosi sono per una teglia da 4 persone: eventualmente si può aumentare il numero delle uova.
Ho aggiunto anche un po' di grappa per profumare l'impasto: sopra ho disposto 3 pere a spicchi, ma sarebbe meglio usarne 4, per fare più strati di frutta.
In forno a 180°: per i primi venti minuti ho tenuto la teglia coperta con un foglio di alluminio, per evitare che le pere si bruciassero, dato che bastavano a comporre un unico strato - con più strati di frutta non serve. Ho proseguito la cottura per altri 20 minuti senza l'alluminio.



Il bello e il buono del dolce è che la pasta, lievitando, ha inglobato le pere, lasciandole morbide: sopra si è formata una crosticina croccante, è una delizia!

30 novembre 2009

Budino corretto

Quando si dice farsi furbi: confezionare un cartone di latte in modo simile a quello da un litro, ma in modo tale che contenga solo 750 ml. Di per sé non sarebbe un problema, ma lo diventa quando devi fare un litro di budino e hai solo quel cartone a disposizione.
Come diceva Dennis Hopper in Speed, "Che cosa fai?"
Ho allungato il latte con un po' di rum e un po' di quel liquore al cioccolato mal riuscito: il risultato è stato un budino etilico niente male. Certo sarebbe meglio astenersi dal volante subito dopo averlo gustato :-P

9 novembre 2009

Torta bicolore della zia

Questa è la mia arma segreta: è veloce, piace sempre a tutti, fa il suo effetto - ogni volta diverso, devo dire- è leggera e gustosa. La chiamo la torta della zia perché mi ha passato la ricetta una sorella di mamy, che eccelle in questo dolce e nelle crostate.

Ingredienti.

  • 6 uova, i tuorli separati dagli albumi, montati a neve
  • 300 g di zucchero
  • 400 g di farina
  • 240 g di burro fuso
  • una bustina di lievito
  • cacao in polvere q.b.
  • liquore (facoltativo)
Sbattere per bene i tuorli con lo zucchero, fino a farli schiarire e diventare spumosi; aggiungere la farina mescolata al lievito, alternata al burro. A questo punto si dovrebbero unire le chiare montate a neve: siccome però si dovrà aggiungere il cacao in parte dell'impasto, preferisco mettere le chiare alla fine.
Dividere l'impasto in due parti, uguali oppure no, dipende dall'effetto che si vuol ottenere: in una delle due parti si aggiunge il cacao in polvere fino a far prendere alla miscela un bel colore scuro. Se necessario, diluire con un po' di liquore o latte.
Infine aggiungere le chiare, distribuendole nella stessa quantità tra le due parti o in proporzione: in questo modo non perdono consistenza.
Ecco il bello: mettere nello stampo, imburrato e infarinato, i due impasti. Di solito metto quello chiaro sotto e quello al cioccolato sopra, ma si possono distribuire a cucchiaiate alterne, mescolare con uno stecchino per un effetto marmorizzato...Sabato mi hanno chiesto tutti come avessi ottenuto la forma strana del cioccolato: credo sia stata colpa della pasta, più pesante rispetto a quella chiara, che quindi in cottura è scesa. Ogni volta è una sorpresa!
In forno a 170° per 40 minuti circa.

2 novembre 2009

Torta al cioccolato farcita


La mia passione sono le torte al cioccolato farcite e ricoperte: ne ho provate diverse ricette, che si assomigliano tutte, bene o male. Può cambiare il ripieno o la glassa: restano comunque ottime! Questa è l'ultima che ho fatto.

La base.

  • 225 g burro ammorbidito
  • 225 g zucchero
  • 4 uova
  • 175 g farina
  • 1/2 cucchiaino di lievito
  • 55 g cacao
  • liquore (facoltativo)
Lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa: aggiungere i tuorli, uno alla volta, poi la farina con il lievito e il cacao. Amalgamare il tutto, ammorbidendo l'impasto se necessario con un po' di liquore o di latte. Infine unire le chiare montate a neve ben ferma. In forno già caldo a 180° per 50 minuti.

Il ripieno.
  • 250 ml di panna da montare
  • 225 g di cioccolato bianco
Preparare una ganache al cioccolato bianco, facendo bollire la panna e sciogliendovi il cioccolato a pezzetti. Le dosi sono quelle previste dalla ricetta, io ho usato solo metà panna, senza il cioccolato: già di per sé è una bomba, se ci si mette pure il cioccolato bianco è la fine!
Tagliare il dolce a metà o in tre strati: farcirli con la ganache.

La glassa.
  • 150 g di cioccolato fondente
  • 60 g di burro
  • 40 ml di panna montata
Sciogliere il cioccolato con il burro: far intiepidire e amalgamare la panna montata. Quando la crema sarà addensata, spalmare su tutta la superficie e sui lati del dolce.

Se avanza panna montata, è ideale da servire insieme a una fetta di torta.

3 settembre 2009

Torta di neve al cioccolato

Le cosiddette "torte di neve" sono quei dolci che prevedono l'utilizzo delle sole chiare a neve anziché dell'uovo intero: sono molto comode per riciclare gli albumi avanzati da altre preparazioni, come ad esempio la carbonara.
Ci sono diverse varianti: questa volta ho provato quella al cioccolato.

Si pesano 150 g di burro, si taglia a pezzetti e si lascia ammorbidire a temperatura ambiente. Nel frattempo si sciolgono a bagnomaria 150 g di cioccolato fondente con 2-3 cucchiai di acqua.
Appena il burro è lavorabile con la forchetta, vi si aggiungono 100 g di zucchero e si lavora a crema: quindi si aggiungono il cioccolato intiepidito e 125 g di farina mescolata a un cucchiaino raso di lievito. Da ultimo, si montano 6 chiare a neve fermissima, con 2 cucchiai di zucchero per renderle più sode: si aggiunge poco alla volta al composto di cioccolato, mescolando delicatamente.
Si versa infine nello stampo e si inforna a 170° per 45 minuti: in caso di forno ventilato, diminuire la temperatura a 160° e ridurre il tempo di cottura a 30 minuti circa.
La torta è sofficissima, si scioglie in bocca.

24 febbraio 2009

Carnevale: frittelle ripiene

Io le ho sempre chiamate frittelle, ma sfogliando i libri di cucina ho scoperto si chiamerebbero "bignè fritti" - come dice il saggio, Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo. Gnam!

La preparazione è simile a quella dei bignè al forno: si fa bollire 150 ml di acqua con 60 g di burro e 2 cucchiai di zucchero, quindi si butta, in un colpo solo, 150 g di farina. Mescolando energicamente, si ottiene una pasta che si stacca dalle pareti della pentola: a questo punti si toglie dal fuoco e si lascia intiepidire. Infine, si aggiungono 3 uova intere, uno alla volta, mescolando bene fino a far amalgamare completamente.
Ora si può procedere con la frittura, in olio ben caldo: con due cucchiaini si versano nell'olio piccole porzioni di pastella, cercando di dar loro una forma regolare - non è facilissimo come sembra. Quando la parte immersa nell'olio è ben dorata, si girano le frittelle e si lasciano cuocere fino ad avere un colorito uniforme, poi si tolgono dall'olio e si mettono ad asciugare su un foglio di carta assorbente.

Per il ripieno si può usare crema pasticcera, zabajone o nutella: io ho fatto uno zabajone con 2 uova che neanche in pasticceria...

E questo è il risultato:
BUON MARTEDÌ GRASSO A TUTTI!

17 febbraio 2009

Mini-bisquit in padella

Ottimi da fare "al volo" e da mangiare al momento - caldi sono divini, freddi restano comunque apprezzabili. Consiglio una spalmata di marmellata o Nut*ella :-)

Preparare una crema con 1 uovo sbattuto con 2 cucchiai di zucchero e 1/2 cucchiaino di lievito, 100 g di farina e circa 150 ml di latte: non deve risultare troppo liquida, altrimenti si "spande" troppo.
Versare la pastella poco per volta (circa un mestolo) in una padella calda, antiaderente oppure leggermente unta di burro: quando sulla superficie delle focaccine iniziano a formarsi delle bolle e il fondo è un po' scottato, si possono girare per terminare la cottura.
(I miei sono venuti un po' ovali perché ho usato una padella un po' piccola)

3 febbraio 2009

Abbiamo fatto 30...

...facciamo anche 31!

Anche se quest'anno proprio non ne ho voglia. Sarà che i compleanni mi hanno sempre messa di malumore (tranne quello dello scorso anno), sarà che quest'anno non è "uno in più" ma "uno di troppo", sarà che sono più incasinata del solito...
Vabbè, vediamo i lati positivi: i regali! Fin'ora ho all'attivo:

  • mamy: un cuscino in lattice con memoryform, una meraviglia, si dorme da favola!
  • cugina Principessa&C: una maglia e un paio di gambaletti (devo dire il colore?)
  • la quasi-suocera: una camiciola sciccosissima (come sopra)
  • Murdok: qualche mega nel suo server personale (si prepara una grossa novità, restate sintonizzati, mi raccomando!)
E come in ogni compleanno che si rispetti, non può mancare la torta!

Ho preparato la base con 230 g di zucchero di canna e 230 g di burro ammorbidito: ho aggiunto 4 tuorli, 180 g di farina, 1/2 cucchiaino di lievito, 60 g di cacao in polvere e un po' di latte per ammorbidire l'impasto. Alla fine ho unito le chiare a neve. In forno per 50 minuti.
NB: per gli amanti della leccatio ciotolae dedibuscum consiglio di lasciare un extra di impasto sulle pareti del recipiente, è una goduria anche da crudo :-P

Una volta raffreddata, l'ho divisa in tre strati, farcita con una crema di cioccolato bianco e panna montata, e ricoperta con una glassa di cioccolato fondente.

Ecco, con questa direi che mi sono fatta perdonare l'assenza del mese scorso :-PPP

24 ottobre 2008

Cheesecake wikipediana

Ieri sera ho preparato la zuppa gallurese (pane, formaggio pecorino, un po' di pomodoro e brodo a coprire il tutto: in forno per un'oretta, è una delizia: peccato sia finita prima di poter farne una foto!) e come dolce ho pensato a una cheesecake cotta, che mi sembra leggera come conclusione di cena.
Ho cercato in giro per la rete, come al solito, e alla fine ho riadattato la ricetta che ho trovato su Wikibooks: l'originale prevedeva 250 g di ricotta e 250 g di mascarpone, ma siccome qui sono tutti a dieta ho sostituito il mascarpone con un vasetto del mio yogurt.
Alla fine questi sono gli ingredienti:

  • 250 g di biscottisecchi pestati finemente
  • 125 g di burro
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 250 g di ricotta
  • 4 tuorli
  • 1 vasetto di yogurt
  • 160 g di zucchero
  • vanillina
Si prepara la base con i biscotti mescolati alla cannella e legati con il burro sciolto: si riveste lo stampo e si mette in frigo per una mezz'ora.
Nel frattempo si prepara il ripieno: sbattere le uova con lo zucchero e la vanillina, aggiungere ricotta e yogurt e mescolare bene.
A dir la verità, il ripieno non era sufficiente a riempire per bene lo stampo, forse perché non ho usato il mascarpone: se me ne fossi accorta in tempo, avrei montato a neve le chiare e mescolate alla crema.
Comunque, il risultato è stato molto gradito... ;-)

14 ottobre 2008

Torta morbida di nocciole della mamma

A casa mia giravano chili di nocciole, dell'albero del giardino della casa delle feste - albero che non c'è più causa nuova terrazza :'( c'è la remota speranza che esista un altro nocciolo, nel bosco...farò un sopralluogo, sennò ne pianterò un altro.
Ogni anno mamy si cimenta nella sua torta speciale di nocciole, che piace tanto allo zio e al nonno: quest'anno l'ho preceduta e l'ho fatta io, giuta per il compelanno del nonno (oggi: auguri! +torta+ ), con le debite modifiche.
Quella di mamy puntualmente era secca e piena di scorzette di nocciola, dato che non è abituata a tostarle per togliere le pellicine: quando stavo in collegio ho chiesto consiglio a Madre Maria della cucina, che mi ha suggerito di bagnare la farina di nocciole nel latte. Mamy ci ha provato, ma il risultato è stato pessimo... :-(
Ieri mattina ho sgusciato le nocciole, le ho tostate e ridotte in farina: poi ho aggiunto del latte e le ho messe a riposare in frigo. Alle sei di sera, dopo i miei giri, ho continuato la preparazione.

  • 250 g di nocciole, tostate e ridotte in farina (possono essere sostituite da mandorle o noci)
  • 250 g di zucchero
  • 6 uova, i turoli separati dagli albumi
  • 2 cucchiai di farina
  • una bustina di vanillina
  • 200 g di amaretti (facoltativi)
Io ho aggiunto anche circa 40 g di burro fuso, per ammorbidire un po' l'impasto: in forno a 160° per un'ora circa.
Il risultato è ben diverso dalla torta che conoscevo: soffice e delicato, si scioglie in bocca!
Si può servire con panna montata, o ricoprire di cioccolato fondente: ma anche da sola è fantastica! Dovrò ripeterla, anche perché non sono riuscita a farne una foto... ;-)

28 luglio 2008

Olè!

Dal viaggio a Madrid il mio Apollo mi ha portato un souvenir: un chupa-chups da 7 etti e mezzo!



L'idea di affrontarlo intero, per quanto divertente, non mi allettava per niente e, con un po' di fatica, l'ho ridotto in pezzi più maneggevoli. Gnam!

18 luglio 2008

Delirio al fondente


Ho sperimentato questa torta un po' di tempo fa, dopo che ho trovato la ricetta su un vecchio Gioia: come primo esperimento è andato maluccio, per i motivi che spiegherò qui sotto, e così, non soddisfatta, mi è rimasta la voglia di riprovare. Stanotte/stamattina qui ha diluviato, così ho colto al volo il fresco inatteso e mi sono data alla pasticceria.
Le dosi fanno un po' paura:

  • 600 g di cioccolato fondente 70%
  • 400 g di burro
  • 4 tuorli
  • 120 g di zucchero
Si scioglie il cioccolato con il burro e si lascia raffreddare. Si montano i tuorli con lo zucchero, poi si unisce al cioccolato.
In forno a 170° per 8-10 minuti.
La torta va lasciata raffreddare nello stampo, molto più a lungo delle torte "normali": dato l'alto contenuto di burro, è necessario che questo si solidifichi, altrimenti la torta si spiaccica - e seppur buonissima non è un gran bello spettacolo :P
Avvertenza: va consumata a piccole dosi!

PS: una precisazione doverosa: lo zucchero in cristalli, data la cottura minima, sgrenza (lett: scricchiola) sotto i denti. Consiglio allora di sostituirlo con zucchero a velo o sciroppo di zucchero.

13 luglio 2008

¡Fuego!

Il mio liquore al cioccolato, dopo giorni e giorni di sole,continuava a cristallizzare: ho chiesto consiglio al mio collega Oracolo e ho scoperto che la soluzione era satura di zucchero. Venerdì sera ho quindi preso un'altra bottiglia e ci ho versato il liquore facendo attenzione a non versare lo zucchero del fondo: dopo una notte non c'erano altri cristalli, il liquore era pronto!
Ieri sera, dopo cena, ho proposto ad Apollo un assaggio della mia fatica: ho preso i bicchierini appositi e li ho riempiti del liquido cioccolatoso.
Il profuno era invitante: un piccolo sorso...e la mia gola è andata a fuoco! :-O Anche Apollo si mostrava alquanto provato dall'assaggio, con le lacrime agli occhi: mi sa che ho esagerato con l'alcol ^_^

7 luglio 2008

Dulce de leche

Ieri la pioggia è tornata a trovarci, e in pompa magna! Un diluvio condito da lampi e tuoni, con grandinate sparse: per fortuna, nessun danno grave e un bel po' di fresco che dura ancora adesso.
Da un po' di giorni ho un chiodo fisso, il dulce de leche: crema spalmabile dolcissima, da usare sul pane, sul gelato o per altri dolci. Complice la frescura post acquazzone, mi sono messa ai fornelli.
Ho trovato diverse ricette in rete, con dosi più o meno simili:

  • 1 litro di latte
  • 300 g di zucchero
  • 1 baccello di vaniglia (facoltativo)
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
Mettere gli ingredienti in una pentola e far cuocere a fuoco vivo per circa 40 minuti: alcune ricette dicono ci si impieghi 2 ore...a me è riuscito in meno di metà tempo.
La pentola dev'essere molto capiente, perché il latte monta e rischia di fuoriuscire: meglio se è antiaderente, perché la crema attacca parecchio.
Il bicarbonato può anche non essere aggiunto: io non l'avevo e mi è riuscito lo stesso.
Ho anche scoperto come si fa il latte condensato: dopo 30 minuti di cottura, il latte aveva la consistenza tipica del latte condensato pronto, così ne ho messo a raffreddare un po', ed è proprio lui! Gnam!
Nelle foto, il dulce ha un colore marrone chiaro, tipo caramella mou: il mio è più chiaro, ma credo che la cottura fosse giusta, perché già così è abbastanza corposo. Se l'avessi cotto di più, temo si sarebbe trasformato in un blocco unico.
All'inizio pensavo di fare metà dosi, visto che era la prima volta e non sapevo se mi sarebbe riuscito: meno male c'era latte in abbondanza, così ho usato un litro intero, perché a fine cottura la crema riempie giusto un vasetto da marmellata.
Una cosa manca nelle ricette che ho trovato: come pulire la pentola! Il residuo si è solidificato, un po' era pure bruciato, e la tentazione è quella di usare lo scalpello. Intanto ho messo la pentola a bagno, speriamo che basti un ammollo con il detersivo...sennò chi la sente mamy?
La prossima volta so come evitare la rogna della pentola: una delle ricette prevede l'uso di latte condensato pronto, da mettere in un vasetto chiuso, coperto d'acqua, e fatto bollire fino a che si colora di marrone. Così mi sa che mi fermerò al "latte condensato", per trasferirlo in un vasetto e risparmiarmi la pentola incrostata.

26 giugno 2008

Dolcetto rapido e slurposo

Domenica sera ho fatto una zuppa inglese al volo per la serata-partita: è stata una piacevole consolazione affogare il dispiacere per i rigori nell'alchermes :-P
Per la crema inglese ho usato solo i tuorli, quindi sono rimasta con sei albumi da riciclare: le torte "di neve" richiedevano una cottura di quasi un'ora in forno ben caldo e con le temperature di questi giorni l'idea del forno mi dava la nausea. In un rapido giro in rete, ho scovato una ricetta per il bisquit di soli albumi, facile e veloce.

  • 6 albumi montati a neve
  • 150 g di farina
  • 180 g di zucchero
  • 1 cucchiaino di lievito
Con albumi e zucchero ho fatto la meringa, poi ho aggiunto la farina e il lievito: in forno a 180° per 15 minuti. Ancora caldo, ho arrotolato il bisquit in un canovaccio per fargli prendere la forma senza romperlo.
Per il ripieno ho usato la Nutella: spero che i colleghi Wikipediani di Festambiente gradiscano ;-)

16 giugno 2008

Iperattiva


Da qualche giorno sono un po' nevrotica e mi sfogo in cucina - con somma gioia di Apollo e famiglia.
Lunedì scorso un amico di Apollo lo ha omaggiato di una sporta di ciliegie del suo albero: erano così tante che mi è venuta voglia di fare la marmellata. Peccato che nel giro di una notte metà siano marcite, perché avevano preso la pioggia: le ho convertite in torta, ma la voglia di marmellata è rimasta. Così ieri, quando ho visto la bancarella delle ciliegie di Marostica non ho resistito e ne ho comprata una cassetta: la marmellata è già nei vasetti :-)






Prima del raptus marmellatifero, però, avevo già sfornato una torta al cioccolato, ultimata stamattina nella copertura.
400 g cioccolato fondente
8 uova, le chiare montate a neve
400 g zucchero
4 cucchiai di farina
200 g burro
rum q.b.
In forno a 160° per un'ora. Stamattina, a torta fredda, l'ho ricoperta: ho preparato lo sciroppo con 4 cucchiai di zucchero e un po' d'acqua e l'ho unito a 100 g di cioccolato fondente sciolto con 50 g di burro.

E a pranzo, ho preparato il pasticcio.
Da domani, tutti a dieta!