Il titolo del post non è altro che la traduzione del nome degli ex-Oasis, orfani di Natalino: sabato me li sono visti dal vivo, con Apollo, Pasqui e la sua dolce metà Cotogno.
Il viaggio in macchina è stato un incubo. Premetto che da un paio di settimane, nel tardo pomeriggio-sera, mi sale un fastidiosissimo senso di nausea (non sono incinta, tranquilli): le cause sono tutt'ora ignote, io spero che passi da solo, e in fretta.
Altra premessa: Cotogno, una decina di anni fa, ha cambiato auto. Niente di strano, se non fosse che contemporaneamente ha cominciato a guidare a singhiozzo: accelera un po', poi molla il piede, poi ripesta, poi rimolla, ...e via di seguito. Una goduria. "Cotogno, ma c'è qualcosa che non va, che vai a singhiozzo?" "È colpa del pedale dell'acceleratore, che mi dà fastidio." Sarà anche stato quello, fatto sta che il vizio gli è rimasto.
Sabato sera ha guidato lui. Credevo sarei morta, o esplosa, che è lo stesso.
Arriviamo sani e salvi alla meta, sfoderiamo i nostri biglietti e andiamo a prendere posto nell'arena. Il Pala-scarpe-che-respirano non è molto grande, ma per nostra fortuna gli spettatori non erano numerosi: siamo riusciti a piazzarci a una giusta distanza dal palco, ottima per vedere decentemente il concerto, ma nemmeno troppo vicina da restare schiacciati nella ressa.
Dopo che il gruppo spalla ha lasciato il palco, gli addetti hanno cominciato a sistemare gli strumenti per le star. Un tizio grande e grosso ha fatto il check sound più assurdo che abbia mai visto: si avvicinava al microfono, "sì, sì (o see see? boh), wo! wo!", e andava via. Poi tornava, di nuovo i due versi, e via. Ad un certo punto ha sfoderato quello che aveva tutta l'aria di essere un metro: trac, misura l'altezza dell'asta, regola il microfono, e se ne va.
Ora. Va bene tutto, ma pure il microfono regolato al millimetro mi pare un po' esagerato. Soprattutto per uno che canta nella posa del fagiano.
Dicesi posa del fagiano lo stare a gambe diritte, piedi uniti, schiena leggermente piegata in avanti e verso destra (o sinistra, a seconda): il vero fagiano guarda diritto davanti a sé, ma il signorino Liam deve cantare, quindi testa piegata in contro angolo rispetto alla schiena e un po' all'indietro - che serva a tendere meglio le corde vocali?
Io credevo che su un palco, sotto le luci, facesse un caldo impossibile, e va bene che è arrivato il freddo all'improvviso, ma mi chiedo come abbia fatto il chitarrista a suonare per tutto il tempo con l'impermeabile (e gli occhiali da sole, per gradire). Il signorino Liam pure lui non scherzava, giacca mimetica, sciarpa e nella mano destra un'altra sciarpina: all'inizio del concerto ce l'ha sventolata davanti, come a volerla lanciare, poi invece se l'è arrotolata sulla mano. E noi illusi che ce l'avrebbe tirata, magari a fine concerto: niente, se l'è portata via.
Lo spettacolo è durato la bellezza di settanta minuti, e va bene che hanno suonato senza interruzioni, e va bene che hanno un solo disco, e va bene che non possono fare le canzoni degli Oasis sennò Natalino si incavola, ma una cover? Un inedito? Scherziamo!
Non mi esprimo sui contenuti musicali, non è il mio ambito e ormai mi sono rassegnata a non entusiasmarmi per i concerti: toh, posso dire di aver visto dal vivo quel che resta degli Oasis.
Per la cronaca, il signorino Liam è impresentabile: se dici che è brutto come l'orco, l'orco si offende.
10 ottobre 2011
Occhio piccolo e luccicante
27 luglio 2010
Norah Jones @ Venezia
Tempo fa, Apollo mi aveva promesso una cena al ristorante, raro sfizio che ci concediamo: da un po' insistevo sul "quando", visto che era passato un bel po' dalla promessa. Una sera, con lo sguardo mogio, mi porge una busta, scusandosi se non mi avrebbe portata al ristorante: all'interno della busta, due biglietti per il concerto di Norah Jones a San Marco! Al diavolo la cena!!! :D
La serata di sabato è iniziata nel modo più propizio: il giro dell'oca fatto per arrivare al parcheggio è cascato a fagiuolo, dato che siamo entrati all'ora esatta in cui scattava la sosta gratuita. Ci siamo un po' scocciati per il mezzo chilometro abbondante fino alla fermata dell'autobus, mi ero informata e mi era stato detto che si trovava davanti al parcheggio. A Mestre hanno uno strano concetto di "davanti".
Sul Ponte della Libertà, un'immagine da togliere il fiato: il tramonto alle nostre spalle, il cielo che sfumava dal turchese al rosa, il campanile di San Marco che svettava sui tetti e sopra, enorme, bianca e quasi evanescente, la luna appena sorta.
Arriviamo a Piazza San Marco e ci accomodiamo in poltrona: comodo, per carità, perché almeno avevamo il posto numerato e non abbiamo dovuto fare le corse, ma un po' assurdo per un concerto che, nonostante fosse nell'ambito di Veneto Jazz, proprio jazz non era.
Alle 21.25 esce una signora per i consueti saluti: conclude i convenevoli avvisando che il concerto sarebbe iniziato "tra dieci minuti". Alle 21.35 spaccate Norah Jones esce sul palco.
Per lo più ha suonato brani tratti dall'ultimo album, che non conoscevo ma che ho gradito molto; poi si è buttata sui vecchi successi e, se non fossimo stati intrappolati a metà fila, avrei trascinato Apollo in un lento sulle note di "Come Away with Me".
Sembravano trascorsi pochi minuti, quando Norah ci ha augurato la buonanotte: guardiamo l'orologio ed erano le 22.55. Ok che siamo in pieno centro di Venezia, ma neanche un'ora e mezza di concerto è un insulto! Per fortuna ci hanno concesso tre bis, e al diavolo i posti a sedere! Tutti in piedi sotto al palco, con somma gioia della cantante, che più di una volta si era lamentata che fossimo lontani: e lo dici a noi, cara!
Alta un metro e un panino, ha una grande carica ma soprattutto una voce fenomenale. Splendidi gli arrangiamenti diversi da quelli noti negli album in studio, coinvolgente anche col pubblico, con cui ha scherzato, anche per colpa di una bizzarra interferenza che trasmetteva dalle casse spia una stazione radio italiana.
Serata fantastica, peccato che sia durata veramente poco, e che non sia stata solo un'impressione per il divertimento e la magia di un concerto speciale.
7 luglio 2010
Pearl Jam @ HJF
Musicalmente parlando sono un disastro: al liceo avevo un unico amore, Michael Jackson, e tutto il resto era fuffa.
C'era MTV, ri-trasmessa in Italia dall'allora tele+3, in inglese e con i VJ storici, a partire da Enrico Silvestrin, che sfoggiava la sua folta e lunga chioma bionda *_*
Nell'attesa di un video di Michael, un po' di cultura musicale me l'ero anche fatta: snobbavo i Nirvana, che ho riscoperto in un secondo momento, mi divertivo con i Def Leppard, anche questi rispolverati di recente (nonostante Tuz tentasse il lavaggio del mio povero cervello fritto aggiungendo alle lettere DEF, su tutte le rubriche dei diari, "Leppard"). C'era Brian Adams, poi i Bon Jovi (e la prima crisi ormonale davanti al video di Keep the Faith, mammamia!), pure i Take That: i Queen li ho conosciuti solo perché a mamy piaceva Freddie Mercury, gli AC-DC erano "rumore", i Metallica valevano solo per Nothing else matters.
Più tardi sono arrivati i Savage Garden, di cui posso vantare di aver acquistato ben due copie del primo album omonimo: la prima in cassetta, perché costava meno del cd e non volevo buttare soldi per le sole 3 canzoni che mi piacevano; la seconda in cd perché avevo ascoltato talmente tanto tutta la cassetta che non si sentiva più nulla.
Poi è giunta l'era degli mp3 ed è stato il crollo: se prima, di tanto in tanto, osavo acquistare un cd di qualche artista che non fosse Jacko, poi non mi sono più concessa il rischio di spendere un pacco di soldi per un cd di cui mi piaceva un'unica canzone. Le mie playlist sono un collage di artisti vari e anche datati, solitamente brani noti per essere stati trasmessi in radio, con rare incursioni di qualche brano ascoltato tramite Apollo.
Non ho più il tempo e la pazienza di ascoltare come si deve un disco, magari leggendomi i testi o prestando abbastanza attenzione per capire le parole - il mio inglese non è poi così male. Preferisco l'ascolto di quelle canzoni ormai note e rassicuranti a quello di musica nuova e sconosciuta: questa mi mette puntualmente a disagio, come se volessi stringere tra le mani l'acqua di un ruscello. Ai concerti puntualmente mi annoio e conto i minuti che mancano alla fine, maledicendo i bis: l'ultimo che mi ha veramente emozionata è stato quello dei Modena City Ramblers, nel luglio del 1999, con un bis mezzo centimetro più in basso 5 anni dopo (pogare in prima fila con la schiena ustionata dal sole è una cosa che non si dimentica).
Apollo mi ha trascinata - consenziente - a svariate serate jazz, e ai concerti di Sergio Cammariere, Giovanni Allevi, Buena Vista Social Club, Smashing Punpkins, Dave Matthews' Band e sicuramente altri che non ricordo. Lui salta e canta tutto il tempo, io sto impalata come un baccalà trattenendo gli sbadigli.
Insomma, faccio schifo.
Ma la via della redenzione è sempre dietro l'angolo: qualche mese fa, sia lodato Faccialibro, ridendo e scherzando Apollo e io ci troviamo destinatari di due biglietti dell'HJF per il concerto dei Pearl Jam, per gentile concessione della zia Cate. Dopo aver contato i giorni, dopo aver pregato anche in turco perché il tempo fosse clemente e la serata non si concludesse come quella dei Green Day, posso dire che ce l'abbiamo fatta.
La pioggia ci ha colti mentre eravamo ancora in auto: in coda verso la destinazione, ci divertivamo a guardare le auto vicine cariche di altri compagni di festival. Prossimi al Parco San Giuliano, sentivamo già gli Skunk all'opera - e che nervi sapere che ce li stavamo perdendo!
Arrivati al parco, cerchiamo un varco nella folla per conquistare una posizione da cui fosse visibile il palco e uno schermo: altra nota di demerito, di solito ai concerti ci sono *mega*schermi, ai lati del palco. Ieri c'erano due *mini*schermi, pure in basso, per cui non si vedeva né il palco né lo schermo: e la regia? No, dico, le riprese dovrebbero servire per quegli sfigati che non riescono a vedere il palco, e loro che fanno? Inquadrano il pubblico. Mi pare giusto.
Dopo gli Skunk è stato il turno di Ben Harper, che non mi ha fatto né cado né freddo: verso la fine del suo concerto ha chiamato "un mio e un vostro amico", e ha duettato con Eddie Vedder sulle note di Underpressure. Delirio.
La mezz'ora abbondante di pausa è stata eterna, e le due ore di concerto anche troppo brevi: mi sono pentita di non essermi fatta una cultura dei Pearl Jam in preparazione dell'evento. Quanto avrei voluto conoscere almeno qualche ritornello e cantare a squarciagola con gli altri! Certo mi sono scatenata, ho ballato (io che ai concerti non muovo un muscolo), ho applaudito e urlato. Sono stata prossima all'omicidio della tizia dietro di me, che si esibiva in assoli stonati a squarciagola: se Eddie Vedder è sul palco e lei tra il pubblico, un motivo c'è, no?
"Vogliamo suonare, per due motivi: primo motivo, abbiamo tante canzoni. Secondo motivo, il mio italiano fa schifo."
"Per noi l’Italia era come la luna, una cosa da sognare, adesso ci siamo saliti sopra"
"E dov'è Ben Harper quando hai bisogno di lui?"
Con una bozza di rosso ricaricata tre volte, Eddie si è guadagnato la cittadinanza vicentina onoraria: "noi vicentini/ siamo dei gran bevitori/ beviamo in casa/ beviamo fuori/ e a tutti quanti/ noi daremo del vin/ e anche stasera/ torneremo insachetà!"
Anche Ben si merita una menzione d'onore: tranquillo nel suo angolo a suonare, si è ritrovato con la suddetta bozza di rosso in gola, alla "batti co' basta" (gioco che prevede che il malcapitato di turno si piazzi su una sedia e un amico gli versi in gola dell'alcol a canna: quando il primo non regge più, batte la mano al versatore, che dovrebbe interrompere l'operazione).
In questa cronaca manca la musica: non ho parole per descriverla, davvero. Coinvolgente, forte, da brividi. Indimenticabile.
Il gran finale è stato così grande che non poteva esserci alcun bis: Keep on Rockin' In The Free World, e tutto il resto è gloria.
14 dicembre 2009
Idiosincrasie
Da quando il mio Maestro mi disse "non puoi amare Van Gogh e andare all'IperF*amila", ogni volta che mi trovavo a metterci piede mi sentivo un po' come Giuda, sia verso il Maestro che verso Vincent.
Checché se ne dica, i centri commerciali hanno una loro utilità: mettono insieme negozi disparati che se ti toccasse andarci uno per uno perderesti una giornata intera. D'altra parte sono un inno al consumismo che metà basta e puntualmente ne esco nauseata. A questo aggiungo il fatto che se devo recarmici da sola, vengo presa dall'ansia: sarà il luogo troppo grande, sarà la quantità infinita di prodotti esposti, saranno le corsie che sembrano un labirinto, io mi sento male. Mi avvinghio al carrello come fosse l'unica ancora di salvezza, procedo a testa bassa, orientandomi alla bell'e meglio tra gli scaffali, che per fortuna hanno un (dis)ordine costante nel tempo, prendo quello che mi serve più in fretta che posso, sperando di rientrare nei dieci pezzi da cassa rapida, e fuggo neanche fossi Bach.
Tempo fa ho scoperto un antidoto alla mia ansia da ipermercato (no, non è il valium): lettore mp3 a palla :D
Presenta diversi vantaggi: prima di tutto, crea una sorta di barriera tra me e il mondo esterno; poi esclude il vociare confuso degli altri clienti; e da ultimo, ma non per importanza, copre le musiche (orribili) e le pubblicità (orrende) che la radio-ipermercato propone. Mette anche a tacere il piccolo Giuda, che si rintana in un cantuccio zittito dal "siamo costretti a venire qua perché solo qui c'è X, Y e Z".
Da quando abito da sola, ci vado meno spesso (non che prima ci andassi chissà quanto): i prezzi sono solo un finto-ribassato, quindi cerco di arrangiarmi con il discount - che tra l'altro è sotto casa (peccato ci sia il bosco giusto un po' ripido, per tornare con la spesa mi servirebbe la fune da arrampicata).
Oggi purtroppo sono stata costretta ad andare là: munita di mp3 e lista della spesa, per non farmi prendere la mano, mi avventuro nell'incubo peggiore, l'ipermercato-sotto-Natale. Non guardo le decorazioni, non faccio caso alle piramidi di panettoni e pandori e tutto ciò che una mente contorta riesce a partorire pur di farti spendere (il pandoro tiramisù, ma è mai possibile?!?).
Arrivo alla cassa sana e salva: sto per pagare e la musica nelle mie orecchie si ferma - batteria scarica? No, destino burlone: non appena riprendo in mano il carrello per uscire, odo lei, "Last Christmas". -.-
Come diceva Lupin, "viaaaaaaaa!!!"
6 dicembre 2009
Carole
Perché non è Natale senza Last Christmas e All I want for Christmas is you.
Perché non è Natale senza Last Christmas e All I want for Christmas is you?
Quando un dettaglio ortografico cambia tutto.
(Se mai mi mettessi a canticchiare uno dei suddetti motivi, siete autorizzati a spararmi. )
26 giugno 2009
Il re è morto. (Viva il re)
A poco meno di 51 anni, è moto il Re del Pop: Michael Jackson è stato stroncato da un infarto questa notte (ora italiana).
A lui resterò legata dai ricordi di elementari, medie e superiori, coronati dall'indimenticabile concerto del luglio del 1997, una settimana prima degli scritti di maturità.
Preferisco dimenticare le brutte notizie, per me resterà sempre il Peter Pan della musica, ballerino eccezionale, cantante appassionato, personaggio affascinante seppur ambiguo.
Ciao, Michael, e grazie di esserci stato.
22 febbraio 2009
Fattore C
Dopo ben 4 mesi di attesa, sono nuovamente in possesso di un lettore mp3!
Una gentile signorina del servizio clienti mi ha chiamata, giovedì pomeriggio, dicendomi che il mio lettore non è riparabile né sostituibile con un modello simile della stessa marca: se mi fossi presentata con scontrino e cedola della riparazione, i colleghi del reparto audio mi avrebbero dato un lettore nuovo.
Se nei suoi due anni di vita il mio cessetto si era svalutato - e quindi potevo cambiarlo con un lettore non più da 150 euro, ma da 50 circa - ci ho comunque guadagnato: quello nuovo ha la stessa capacità di memoria (8 giga), ma in più ha la radio, il registratore e un piccolo schermo video (non che mi metta a guardare i film, ma è sempre una cosa in più). Aggiungo una navigazione dei menù molto più semplice e un immediato riconoscimento della periferica, senza necessità di installare software aggiuntivo.
Quando si dice C... :D
30 gennaio 2009
(S)consigli per gli acquisti
Per il compleanno di 2 anni fa, ho chiesto un nuovo lettore mp3, dato che quello che avevo ricevuto in regalo per la laurea, dopo neanche un anno di vita, è andato in tilt causa software difettoso (ovviamente la garanzia era appena scaduta, quindi una riparazione non sarebbe stata possibile).
Lasciamo da parte l'ironia della sorte, che in questi casi è davvero bastarda dentro, oltre ad essere tremendamente scontata (il solito quello che compri oggi a 10, tra un mese lo trovi a 7).
A farla breve, quel che mi permetteva il mio budget era:
- il lettore fichissimo di super-design (quello della mela, per intendersi) ma con 1 giga di memoria: col cavolo che spendo l'impossibile solo per essere più chic.
- il lettore decente, con tanto di video, con 4 giga di memoria: e qui mi sono lasciata fuorviare dal fatto che di certo non mi metto a guardare un filmato su uno schermo da 1/2 pollice
- il lettore di una marca abbastanza nota e quindi di cui credevo potermi fidare, con funzioni base (mica devo farci il caffè, no?), e una memori da 8 giga
Dico solo che, a parte lo schermo in rosso e nero, dei menu ingestibili, la lentezza estrema di apertura aggiunta all'impossibilità di tornare all'ultma canzone ascoltata, ovvero che ad ogni accensione si deve ripartire da capo (cosa vuoi fare? mp3 -cosa vuoi scegliere? tutta la musica o solo una cartella? o vuoi ascoltare per genere o autore? e da dove vuoi partire? ...in treno, ora che arrivavo alla prima canzone ero già a Padova), a parte tutto ciò, funzionava benino. Ecco, benino dice già tutto: perché il signorino ogni tanto si bloccava, soprattutto se la memoria era piena oltre il 50%. A parte l'assurdità di avere 8 giga e poterne usare solo 4 per evitare inconvenienti, quello che mi innervosiva di più era dover resettare il lettore e ricominciare tutta la trafila da capo (cosa vuoi fare? mp3 -cosa vuoi scegliere? tutta la musica o solo una cartella? o vuoi ascoltare per genere o autore? e da dove vuoi partire?)
Dopo l'ennesima arrabbiatura, lo scorso 10 ottobre approfitto della garanzia ancora attiva e porto il lettore a sistemare: il gentile commesso mi avvisa che, trattandosi della Ore*gon, il lettore deve essere spedito all'estero e quindi ci vorrà un po' di tempo.
4 mesi dopo sto ancora aspettando: l'unica notizia che ho è che mi manderanno un lettore nuovo.
Dico, capisco se ci fosse stato un lavoro tecnico, che quindi giustificherebbe una simile attesa, ma porca l'oca, loro i lettori li fanno e li vendono! Possibile che ci vogliano 4 mesi, 120 giorni!, per avere uno schifosissimo lettore in cambio???
9 dicembre 2008
A.A.A. cantautore cercasi
Era ancora novembre: all'ipermercato c'erano già i panettoni e i pandori, ma questi non erano un problema, dato che avevano fatto la loro comparsa in ottobre.
Tra il brusio della gente e i bip delle casse, si intrometteva la musica della radio: non potevo crederci, non ancora, non a novembre!
Last Christmas, degli Wham.
Ora, lo so che è tanto dolce e carina e fa tanto Natale, lo so che pure la Maria (Carey) è simpatica e divertente, ma santa polenta, queste canzoni avranno ormai 30 anni!!! Possibile che non ci siano alternative a questo strazio?
E per favore, non tiratemi fuori i Neri per Caso, con la loro nuova canzone - che tanto nuova non è, dato che è un medley di ritornelli ben famosi, con un po' di gospel tanto per gradire.
Signori, dov'è finita l'originalità?
28 luglio 2008
Musica! Musica!/3
Nel lontano gennaio, con la nebbia e il freddo, il mio Apollo è corso a prendere i biglietti per il concerto dei R.E.M all'Arena del 21 luglio non appena le prevendite sono state aperte. Con i quattro biglietti in mano, è tornato a casa tutto gongolante e soddisfatto dell'acquisto. A giugno avevamo già organizzato la comitiva di 6 amici e tutti eravamo impazienti per l'evento. Ai primi di luglio arriva la notizia: Apollo deve andare a Madrid dal 21 al 24 luglio e tutti i tentativi di rimandare la partenza di un giorno sono stati inutili. Così è toccato a me correre a cercare due biglietti per il concerto di Milano del 26, data aggiunta in extremis al tour data la grande richiesta: e nel giro di una decina di giorni siamo pure riusciti a trovare due persone che andassero al posto nostro a Verona.
Nel frattempo, Apollo ha contattato una vecchia amica che sapeva sarebbe andata pure lei a Milano: abbiamo deciso di fare una macchina unica e fermarci per la notte in quel di Iseo.
Sabato mattina, in compagnia di Sara e Luca, siamo partiti per la nostra meta, un agriturismo nel cuore della Franciacorta: pomeriggio al lago, doccia e via! col navigatore impostato sull'Arena Civica ci siamo diretti al concerto - con colonna sonora d'obbligo, Accelerate.
Giunti alle porte di Milano, inizia a piovere: ma non le classiche 4 goccie, nooo!, un diluvio in pompa magna con grandine al seguito. Con la speranza che fosse il solito acquazzone passeggero abbiamo continuato il viaggio: arrivati nei pressi dell'Arena ci siamo resi conto che lì non aveva fatto nemmeno una goccia, con immenso sollievo di tutti, ma soprattutto mio, che avevo nello zaino la mia macchina digitale.
Trovato parcheggio - un po' abusivo, a dir la verità, ma si sa che a Milano non sono molto fiscali - raggiungiamo l'esterno dell'Arena e, muniti di un mega panino, cerchiamo il nostro ingresso. Dopo lunghe peregrinazioni con conseguenti imprecazioni contro l'organizzazione pessima, riusciamo ad entrare. Prendiamo posto, ma iniziato il concerto ci accorgiamo che da dove siamo non si vede un'emerita cippa: come se non bastasse, i megaschermi proiettano immagini del gruppo distorte, con colori accesi e inquadrature assurde, così non possiamo nemmeno contare su quelli.
Dopo le prime tre canzoni, decidiamo di avventurarci nella calca: io ero un po' spaventata, perché in mezzo a tanta gente ammassata soffro parecchio, ma la vicinanza di Apollo è un ottimo calmante.
Il concerto è stato grandioso: della musica dei R.E.M. conosco poco, ma me lo sono gustato davvero. Ho saltato, ballato, cantato, con un sorriso a 36 denti stampato in faccia. Apollo si è pure azzardato a sollevarmi sulle spalle per un po', così sono riuscita a fare delle foto decenti a Michael Stipe - qualcuna è venuta un po' bizzarra, data la posizione in equilibrio precario...ma che soddisfazione!
Il concerto si è chiuso sulle note di Man on the moon: per una volta non c'è stato il classico balletto dei bis - che confesso mi dà un po' i nervi.
Due ore sono certamente troppo poco per riassumere la discografia quasi infinita dei R.E.M. e sono davvero volate: che serata!
Il mio Apollo sta già meditando di tornare a sentirli a Bologna, il prossimo settembre: non sono così fanatica da accompagnarlo e soprattutto la pecunia scarseggia, ma un pensiero in merito lo sto facendo :P
27 giugno 2008
Passion Flowers
Questo è il titolo che il mio prof di pittura ha dato ai miei lavori, per la mostra del quarto anno. Al mio mancato gradimento di un titolo in inglese, mi ha risposto che si trattava di un riferimento all'omonimo brano di Duke Ellington.
A tre anni di distanza, dopo svariate ricerche in internet e nei negozi, l'ho trovato: gratis, e legale.
Lo sto ascoltando a tutto volume: è una meraviglia.
Il cerchio si chiude, ma non è una fine.
14 maggio 2008
Musica! Musica!/2
A casa mia non manca mai: papy è un melomane e le radio satellitari sono state la sua più bella scoperta. La presenza della musica è talmente radicata che il non sentirla mi mette a disagio: non me ne rendo conto immediatamente, ma è una sensazione che striscia tra i miei pensieri e resta sospesa nel vuoto, nel silenzio. Quando capisco di che si tratta, il sollievo del “sapere” si trasforma in un'inquietudine quasi fastidiosa, come un sasso nella scarpa, che non sempre è possibile togliere: come quando sono a casa dei nonni, dove l'unico “apparecchio musicale” è il vecchio giradischi e i dischi a disposizione sono le fiabe di Biancaneve o Il lupo e i sette capretti.
La mia cultura musicale è cresciuta per lo più in modo inconsapevole: ascolto passivo, senza una guida e senza tanti fronzoli. Non sono mancati i concerti, fin dalle medie: anziché andare al cinema, mamy e papy ci portavano al Canneti per le serate degli Amici della Musica. Così mi trovavo a riconoscere Dvorak suonato dall'amica che studiava al conservatorio, o a intuire una somiglianza con Britten di un brano presente nel documentario girato da un amico.
Quando capita l'occasione, non dico mai di no a un concerto, soprattutto quando si tratta di musica “nuova”: il mio Apollo è un amante del Jazz e, nonostante io trovi quello contemporaneo un po' difficile, mi piace accompagnarlo nelle sue serate musicali.
Sabato sera è arrivato il momento che aspettavamo da febbraio, il concerto di Giovanni Allevi: timidissimo da far tenerezza, al pianoforte diventa un'altra persona. Non so quanto si possa definire bravo o geniale, certo è che la sua musica mi piace molto.
Durante il concerto, mi sono resa conto di quanto, in realtà, la musica dal vivo mi terrorizzi: la trovo inafferrabile, evanescente, fragile. Un attimo è lì, quello dopo non c'è più. Pensavo fosse il jazz, così imprevedibile e difficile per le mie orecchie abituate a tutt'altro: è stato sconvolgente invece rendermi conto che anche con la musica di Allevi, a me ben nota, provavo lo stesso disorientamento. Le note si inseguono e fuggono in una dimensione che vive di attimi infinitesimali, che la mia mente non riesce a catturare. Quasi con ansia attendo la fine del concerto, perché è l'unico momento certo nella confusione che regna nella mia testa. Quando tutti ne vorrebbero ancora, io sono l'unica a desiderare che finisca: eppure, alla fine, sento di essermi divertita, che è stata comunque un'esperienza positiva, e se capitasse un altro concerto non mi tirerei indietro.
29 aprile 2008
Musica! Musica!
Ho scoperto un sito che ha dell'incredibile: dowlovers.it, che permette di scaricare musica legalmente e gratis. Tutto ciò è possibile grazie a un breve spot che "paga" la canzone in download. Unica pecca è che i file sono in .wma, ovvero si possono ascoltare solo con il MediaPlayer di Winzozz, che è necessario anche per convalidare la licenza del file scaricato. A quanto ho visto nel sito, i file si trovano anche in .mp3, ma non tutti: si possono caricare su lettori .mp3 che supportano il formato .wma e si possono anche trasferire su cd audio, per un massimo di 5 masterizzazioni.
Devo ancora esplorare il catalogo, ma sembra ben fornito. Per ora ho scaricato la colonna sonora de La sposa cadavere, di Tim Burton, che al mio Apollo era piaciuta - e pure a me.
Mentre scrivevo mi è sorto un dubbio: nel mio lettore funzioneranno? Ovvio che no! Dev'esserci qualche problema con la codifica dei file...mamma che nervi! Riuscirò a venirne a capo? Ai posters l'ardua sentenza.
