Anche oggi sono triste, ma questa volta so il perché: Emi se n'è andata, da un giorno all'altro, in silenzio come è arrivata. Io non c'ero a salutarla, a farle l'ultima carezza e mi dispiace tanto. Le volevo bene e so che lei ne voleva a me.
La mia consolazione è che negli ultimi due anni è stata coccolata e amata come si meritava.
La mia cagnotta mi mancherà tanto.
29 novembre 2009
Ciao Emi
20 agosto 2009
Storia di Emi
C'era una volta una femmina di rottweiler: il suo primo padrone le mozzò la coda quand'era piccola; poi un bel giorno decise che non poteva più tenerla con sé, quindi la regalò ai suoi vicini di casa. Questi abitavano in un appartamento e il cane non ci sarebbe stato: il loro datore di lavoro aveva un capannone in campagna con un recinto per un serbatoio del gas. Emi venne scaricata qui, con il solo perimetro di 4 metri scarsi del recinto per camminare - il resto era occupato dal serbatoio - e una misera tettoia per ripararsi dalle intemperie. Viveva nella sporcizia e nella solitudine: gli unici esseri umani che vedeva erano i suoi padroni che una volta al giorno le portavano da mangiare. Ma chi era l'animale e chi l'uomo?
Un bel giorno Emi conobbe un nuovo amico umano, che impietositosi per la sua situazione le costruì un recinto più grande e pulito con una bella cuccia, vicino alla sua seconda casa, disabitata ma comunque più comoda alla città: questo avrebbe voluto essere una gentilezza anche verso i pardoni del cane, che avrebbero percorso un tragitto più breve ri spetto al recinto del capannone. Grati della cortesia, questi esimi signori si fecero vedere una sola volta, poi basta: così Emi cambiò nuovamente padrone, ma questa volta in meglio.
Dalla sua nuova casa poteva vedere le macchine passare e riceveva le visite del cane Bobi: ogni tanto passava anche qualche ciclista o qualche persona che andava a spasso. Nonostante questi svaghi, Emi restava per lo più da sola: era però una gioia quando il suo padrone o i suoi familiari aprivano la casa per le feste. Una sera sorprese tutti quanti con un "wof!" orgoglioso: prima non aveva mai abbaiato.
Passata la bella stagione, anche la casa nuova iniziava ad essere problematica: il suo padrone, ormai esperto di recinti, gliene costruì uno nuovo a casa propria, con una barriera a separarlo dal giardino di proprietà del cane Molly, gelosissima della nuova arrivata. Dopo le prime scaramucce a distanza, le due "cugine" iniziarono a sopportarsi a vicenda: Emi era buonissima e non badava minimamente alle provocazioni della vicina di recinto. Il suo divertimento era mettersi nell'angolo più vicino all'ingresso e guardare con occhi da cagnolino bastonato i passanti, per elemosinare una carezza. Non abbaiava mai agli estranei, anzi, si avvicinava trotterellando e si metteva seduta per ricevere la sua dose di coccole.
Andava a spasso tutti i giorni con la mamma del suo padrone e nutriva un grande affetto per sua sorella, la sua prima amica, che aveva passato tanto tempo nella casa delle feste a studiare e che le faceva tante coccole e la portava a passeggiare per la collina.
Dopo quasi due anni trascorsi con la sua nuova famiglia, Emi iniziò a zoppicare: la mamma la portò dal veterinario e pareva si trattasse di una semplice contusione, ma le medicine non facevano effetto ed Emi tornò a farsi visitare. Questa volta il verdetto non fu roseo: sembrava essere un tumore osseo, ma per averne la certezza sarebbe servito un altro esame. L'unica cura era un palliativo, degli antidolorifici che le avrebbero permesso di camminare ancora un po'.
Emi ha avuto una vita triste e quando finalmente aveva trovato un po' di serenità ecco arrivare la notizia tremenda: non si può fare altro che aspettare che la malattia evolva. Poi si sa come andrà a finire.
La prima volta che l'ho vista in quel recinto maledetto sono scoppiata a piangere: e quando è arrivata alla casa delle feste mi si stringeva il cuore a saperla tutta sola. Quanto ho riso la prima volta che ha scavalcato la finestra ed è zompata in salotto! Lo scorso inverno ero io a portarle da mangiare: la spazzolavo e le facevo i grattini dietro le orecchie, che lei adorava. Adesso la vedo solo quando torno a casa: qui c'è ancora il suo recinto, ma sta meglio con la mia famiglia, c'è molta più gente che la coccola.
Non si sa quanto resterà ancora con noi, forse qualche mese: sono tanto triste.
13 luglio 2009
Sgrat-sgrat - il cane
La mia orticaria misteriosa è passata non appena ho scoperto l'esito dell'esame del 10 giugno scorso: se le orticarie sono causate anche dallo stress, la mia sicuramente lo era.
Neanche a farlo apposta, però, una decina di giorni fa, il cane Molly ha cominciato a grattarsi pure lei: prima la coda, poi la pancia, in punti improponibili e irraggiungibili dalle sue stesse zampe, tanto che non appena vedeva uno di noi, si fiondava a farsi grattare, implorando pietà. Per chi non lo sapesse, Molly è un cane shakerato, un incrocio balengo tra pittbull, chow-chow e labrador (non chiedetemi in quli percentuali e il motivo di tale mix, io me la sono solo ritrovata in casa): quindi è facile immaginare l'approccio schiacciasassi della mia cucciola :-P
Un giorno che stranamente ero in camera mia - e non nella casa di campagna a dipingere - Molly viene a implorare una grattatina: si siede ai piedi del mio letto dove ero spaparanzata a leggere un libro e mi guarda con occhi da cane bastonato. Io non le ho dato retta, ero troppo presa dal libro, e così lei è sparita. Sotto al letto. (Il mio letto è più alto del normale, solo di zampe fa 50 cm: ho preso il vizio di dormire "alta" con un vecchio letto della nonna, che per un bel po' è stato mio, e poi non sono più riuscita a tornare alle altezze normali. E la schiena ringrazia: rifare un letto bello alto è tutta un'altra vita!)
E ha iniziato a fare avanti e indietro, grattandosi la schiena sulle doghe - crunch-crunch-crunch... - poi spuntava fuori con la testa e ghignava soddisfatta.
Per fortuna, mamy, impietosita dalla situazione penosa e stanca di passare le notti a grattare la pancia del cane, ha chiamato il veterinario: il verdetto, eliminare le crocchette e sostituirle per un mese con una marca apposita. Dopo un giorno di cura, già stava meglio.
Il mio letto ringrazia.
24 giugno 2008
Cave canem
Del quotidiano leggo solo la prima pagina, le pagine di cultura e spettacolo e le lettere al direttore, di cui sono ghiotta: trovo che queste diano uno spaccato della vita della mia città limpido e talvolta ironico, meglio di qualunque altra forma di satira.
Puntuali come le tasse, prima o poi tornano le lettere di persone scandalizzate dal comportamento di cani di grossa taglia, spesso in difesa del loro cuccioletto (leggi "topo"). Premesso che a) ho due cani di grossa taglia e b) so che ci sono padroni che andrebbero mandati al macello per come educano i propri cani, vorrei fare un bel discorsetto ai padroni dei "poveri piccoli cagnolini".
Trattandosi di cani di piccola taglia, più vivaci che realmente pericolosi, e di solito obbedienti e innocui, i loro padroni pensano bene di portarli a passeggiare senza guinzaglio, tanto non fanno male a nessuno. Peccato non si rendano conto che non esistano solo i loro "cuccioli" e che non tutto è lecito, anzi, che se succedono rogne è anche colpa loro.
Ieri sera ero a spasso col cane Emi, dolcissima rottweiler che se vede un essere umano si siede per farsi accarezzare, ma che appena scorge un proprio simile diventa una belva (sic). In pista ciclabile vedo da lontano due personaggi con cagnetti al seguito: raggiunta una distanza di sicurezza, mi accorgo che i suddetti cangetti non hanno guinzaglio e che i rispettivi padroni non hanno nessuna intenzione di farlo subire ai loro amorini. Conoscendo le forze della mia cucciola e le mie (misere), decido di fare marcia indietro, ma meditando seriamente di lasciare libera Emi.
Se fosse successo qualcosa, non dubito che la colpa sarebbe ricaduta sul mio mostro, e che i due sgorbi sarebbero diventati i poveri martiri della situazione. Se davvero entrerà in vigore il patentino per i cani, sarebbe giusto che non ci fossero distinzioni di taglie: non sono solo i cani grossi ad essere pericolosi. Forse i cani più piccoli non sono aggressivi, ma costituiscono un pericolo per gli altri: il guinzagio non è un supplizio che non possano sopportare, ma una sicurezza per cane stesso e per il suo padrone.
