Visualizzazione post con etichetta amore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta amore. Mostra tutti i post

8 maggio 2009

Nuntio vobis magnum gaudium

No, non c'è nessun Papa nuovo in vista...purtroppo - questo non mi è molto simpatico :-P

Oggi il mio Apollo mi ha fatto una super-sorpresa: dopo il lavoro si è fermato da me come al solito e mi ha messo in mano un pacchettino inequivocabile, un libro!!! E sapete quanto mi piacciano i libri...meglio di un mazzo di rose rosse a gambo lungo - che poi le rose appassiscono, ma i libri restano. Un libro è per sempre, come dice il saggio.
E la cosa stupenda è che è della mia autrice preferita - ok, una delle autrici preferite - Fred Vargas.
Giubilo ed estasi, con contorno di occhi a cuore.

Peccato che il libro l'avessi già letto da un bel po', tipo dopo due giorni che era uscito, ma sono quisquilie...

3 novembre 2008

Infermità mentale - la storia infinita

C'è stato un tempo in cui mi sono impegnata ad appassionarmi al calcio: le mie amiche andavano allo stadio, i nostri amici/morosi idem, il Vicenza era in A e in Coppa Coppe. Andavo perfino in curva Sud, ma era tanto se riuscivo a stare sveglia.
C'è stato un tempo in cui assistevo al secondo tempo delle partite di terza categoria, solo per vedere il mio Apollo giocare.
C'è stato un tempo in cui mia sponte me ne stavo per ore impalata a bordo campo, esposta alle intemperie, per pochi miseri euro.
Ora è giunto il momento della coscienza: che il calcio o ce l'hai nel sangue o non ci puoi fare niente, e non c'è Ronaldinho che tenga.
Se mi dicono che non è difficile, basta guardare la palla, io rispondo che questa non è una gran soddisfazione.
Se mi dicono che da dove mi siedo di solito non si vede bene, rispondo che una posizione migliore non cambierebbe la mia assoluta incapacità di seguire il gioco.
Se mi dicono che spesso anche i giocatori non capiscono perché l'arbitro fischi, io non mi sento affatto consolata.
Mi scopro ad avere un grosso limite: non riesco ad essere partecipe di un pezzettino della vita del mio Apollo e mi dispiace.
Non sarò mai una super-tifosa: una morosa che sfoggia con orgoglio l'abbonamento, che va alle trasferte dal primo tempo - e pazienza se c'è da pagare -, che sventola pon-pon con i colori della società e si abbiglia in tinta, che urla a squarciagola per tutti i 90 minuti e non solo per incitare la propria dolce metà, che nel dopo partita va in sede a preparare la merenda per la squadra...che durante le partite se ne sta seduta comoda sul cuscino personalizzato, impermeabilizzato e termico. Io sono quella che sta seduta sul cemento e se ne porta a casa le conseguenze...
Amore mio, perché quella volta non ti sei dato alla pallavolo? :-P

14 febbraio 2008

La festa dei cretini

San Valentino
la festa di ogni cretino
che crede di essere amato
invece rimane fregato.

In 30 anni di vita piziesca, ho festeggiato solo 2 San Valentini e solo a pensarci mi viene la carie, non per il cioccolato ricevuto, ma per la sdolcinatezza mielosa che mi caratterizzava allora.
Gli anni di "singletudine" per scelta (altrui) mi hanno incattivita e la società del consumo ha avuto effetto di vaccino: instilla il morbo e produce anticorpi. Il risultato è che a febbraio non posso vedere cuoricini, biancheria rossa e Baci Perugina.
Chi è cattivo ci azzecca sempre, quindi sì, lo ammetto: ero invidiosa marcia di chi poteva permettersi di festeggiare questa ricorrenza, di cui l'origine è ignota ai più. Sognavo un giorno speciale, in cui Lui si sarebbe rivelato innamorato di me. Sognavo cioccolatini e rose rosse. Sognavo una serata romantica a lume di candela e un tenero cheek-to-cheek.
Sognavo, e intanto fulminavo con lo sguardo laser chi ostentava un cuoricino d'oro al collo, chi girava con una rosa a stelo lungo, chi impacchettava una enorme scatola di Baci.
A lungo andare, la mia idiosincrasia è diventata un'abitudine tanto che dopo un po' nemmeno me ne rendevo conto. Da odio a indifferenza. Il 14 febbraio è tornato a essere un giorno come gli altri, e le pubblicità martellanti si sono trasformate un un brusio neanche troppo fastidioso.
Mi consideravo fortunata ad aver trovato il mio Apollo, che non sopporta le ricorrenze fittizie come questa: è stata una sorta di catarsi, poter festeggiare ma scegliere di non farlo. Perché quando sei innamorato, è San Valentino tutti i giorni.
Fino a oggi. Accendo il cellu e trovo un Suo messaggio: "Buon S.Valentino!!!" - con tre punti esclamativi tre. É uno scherzo, vero? Dov'è finito il mio cinico preferito?
Non voglio Baci e Rose, non voglio il lume di candela, non voglio il romanticismo.
Non oggi, per favore.
Voglio festeggiare l'Amore perché c'è, non perché me lo dice il calendario.

9 febbraio 2008

Love love love

La condizione dell'innamoramento per me è sempre stata un segno di benessere: nei periodi più introspettivi e bui non avevo tempo di pensare a qualcun altro. Una mia amica diceva che ero sempre innamorata - e non aveva tutti i torti.
Mi piaceva la condizione di "cotta", quando hai le farfalle nello stomaco, quando il semplice fatto di vederLo rende la giornata bellissima, e quei rari sorrisi - ha sorriso! a me!!- ti fanno balzare il cuore a mille.
Il bello è che quasi mai ero ricambiata e ci stavo male - mi ricordo certe crisi... - ma col senno di poi penso che sia stato meglio così, perchè tante volte mi sono resa conto di essere innamorata di un'idea, di qualcuno che esisteva solo nei miei pensieri. Credo si chiami "adolescenza" ;P
Quand'ero al liceo, odiavo la mia timidezza, che mi faceva perdere tante occasioni, perchè "non avevo il coraggio". Anni dopo, ero nella situazione opposta: troppo sicura di me, finivo con lo spaventare l'oggetto delle mie brame, che scappava a gambe levate.
La chiave è trovare l'equilibrio, prima di tutto dentro di noi, e prendere le cose per come vengono, senza remare contro corrente: tante volte è fatica sprecata e ci si perde il divertimento di vedere quello che ci sta intorno.
La vita non segue mai i nostri progetti, la scaletta che abbiamo accuratamente preparato finisce puntualmente gambe all'aria. Maturità è saper accettare che le cose vadano per il loro verso e riuscire ad assecondarle. Il trucco sta nel ricordarsi di respirare.