Interrompo la mia latitanza per rendervi partecipi di una sorpresa che ho da poco ricevuto: seguo un blog da diverso tempo, anche se non mi ricordo né come l'ho trovato né perché, in fondo, continuo a seguirlo. La titolare è simpatica, ma forse mi colpiscono maggiormente le sue sfighe, che affronta con un discreto savoire-faire e che per un banale ma comunque efficace "mal comune mezzo gaudio" riesce sempre a farmi sorridere.
Ora, questa persona davvero ammodo nei giorni scorsi si è trovata imparpigliata nella realizzazione di un berrettino, di quelli che vanno tanto di moda e che la sottoscritta già faceva da eoni: il mio occhio clinico e la mia innata gentilezza mi hanno portata a suggerirle come migliorare il suo lavoro e lei, per ringraziarmi, ha spontaneamente scelto di destinare alla sottoscritta un kit omaggio per realizzare i suddetti cappellini.
Non potevo non esimermi dal ringraziarla pubblicamente: trovate tutta la storia qui, mi raccomando leggete fino in fondo.
A presto (spero)
18 novembre 2013
Mai dire Maibosci
21 ottobre 2009
Ta-daaa!
Oggi ho finito il mio maglione! E' morbidissimo e caldissimo, per quest'inverno sono a posto :-)
Peccato che non possa indossarlo fuori dalle mura di casa: sembro l'omino Michelin! Forse la costa inglese, lavorata con ferri grossi, non è il massimo per chi è un po' in carne come me, e il bianco non aiuta.
Mi chiedo se riuscirò mai a indossare una mia creazione che non sia una sciarpa, uno scialle o un berretto: anni fa ho realizzato un poncho lilla, che uso per studiare o per leggere a letto, ma che sarebbe decisamente scomodo da portare in giro, visto che è decisamente ingombrante. Un top all'uncinetto, costato ore e ore di duro lavoro, è finito a fare da copricostume: invidiatissimo, è vero, ma l'avevo scelto per occasioni meno balneari.
L'unico lavoro riuscito è stato il gilet che ho fatto per Apollo qualche Natale fa: taglia giusta, vestibilità perfetta, un miracolo!
Ora le più esperte mi diranno che dovrei fare il campione (fatto) e disegnare il modello a grandezza naturale (fatto anche questo): non ho speranze :-(
Però non mollo: appena trovo un po' di lana in occasione, mi metto di nuovo a sferruzzare!
15 ottobre 2009
Pazzie d'autunno
Ho scoperto un'iniziativa davvero simpatica: Round Robin Granny Squares.
Incuriosita, ho letto le istruzioni per partecipare e non ho resistito: mi sono iscritta!
Il gioco consiste nel preparare, ad intervalli stabiliti, un quadrato della nonna all'uncinetto: nel post linkato c'è l'immagine di alcuni lavori fatti con questa tecnica, semplice ma di grande effetto. Una volta terminato il quadrato, lo si invierà alla persona abbinata secondo tabella di marcia: alla fine della catena, si potrà cucire una coperta fatta di tanti quadrati quante sono le iscritte al gioco.
Lana ne ho in abbondanza, con l'uncinetto me la cavo, quindi mi sono detta "perché no?": non vedo l'ora di cominciare!
Nel frattempo vedrò di finire il mio maglione a costa inglese, è il terzo inverno che ci lavoro, manca pochissimo e col freddo che è arrivato ieri mi farà molto comodo!
16 febbraio 2008
Mani di fata e pasticci vari
Tra le tante cose che mi piace fare, occupa un posto importante il tricot. Il primo lavoro è stato una sottospecie di sciarpa gialla, a legaccio, realizzata per un quarto, e subito abbandonata, in terza elementare. Già il colore non era il massimo delle mie aspirazioni: non avevo ancora la mania del viola, ma con un rosa forse mi sarei sentita più motivata. Anche i ferri che mamy mi aveva dato non erano i più adatti: 4.5, ovvero molto sottili, il che comporta un avanzamento del lavoro praticamente nullo. Ovviamente io, che ho bisogno di gratificazioni immediate, o per lo meno a breve termine, mi sono stancata subito. Non conto tutti i buchi che mi erano usciti, o le maglie lavorate così strette che era impossibile puntare il ferro.
L'impresa successiva, a distanza di anni, è stata un'altra sciarpa, con esiti migliori dal punto di vista della realizzazione (finita in 10 giorni notti di intenso lavoro), ma disastrosi per quanto riguarda il destinatario prescelto. Dopo tutta la mia fatica, mi sono trovata sola come una ciuchina in Piazza dei Signori, la vigilia di Natale, con lui stronzo maledetto che aveva qualcosa di più importante da fare. Ho "girato" quindi la sciarpa a un amico, che sicuramente l'ha apprezzata molto di più, non solo per solidarietà dopo aver sentito la storia ad essa legata.
Il fattaccio non mi ha scoraggiata, anzi, avevo preso gusto nel lavorare a maglia. Posso vantare al mio attivo una coperta, una serie interminabile di sciarpe, svariati cappellini, diverse borse, qualche scalda-collo, uno scialle (splendido e morbidissimo, mamy l'ha infeltrito al primo lavaggio), un poncho, un gilè per il mio Apollo. Nella lista, non compaiono maglioni per il semplice motivo che non riesco proprio a farli, anzi, ancora mi chiedo come sono riuscita nel gilè. Il mio problema è la lavorazione troppo morbida: impazzisco nel destreggiarmi tra i campioni, che immancabilmente non corrispondono. Il risultato è sempre lo stesso: un pezzo di maglia, di solito il dietro, grande 3 taglie in più, tutto "slanegato", come si dice - e non si può tradurre - qui da noi.
Da prima di Natale mi sto cimentando con un maglione a costa inglese, bianco panna: l'ho già iniziato tre volte, la prima era enorme, la seconda un po' meno, la terza era anche giusto, ma la lana non mi sarebbe bastata per realizzarlo tutto. In condizioni normali non sarebbe un problema: ma la lana che ho a disposizione l'ha acquistata mamy 20 anni fa, quindi devo farmela bastare. E non se ne parla di tingere il maglione, una volta finito. L'ho già fatto, qualche anno fa, e mi è bastato: mai più!