Ieri ho iniziato a guardare, in ritardo, la serie televisiva True blood, ispirata ai romanzi di Charlaine Harris: sono curiosa di sapere chi sono i cancari che hanno montato lo spot per Scai, dato che a vederlo la serie sembra una enorme cavolata fatta di canini finti e sesso, sesso, sesso.
I canini (che sembrerebbero più incisivi laterali superiori, vista la posizione) sono effettivamente osceni: anche se nei romanzi si dice che crescano e si ritraggano spontaneamente, come effetto speciale sembrano fin troppo falsi.
Il sesso è presente anche nei libri della serie, anche se ha un suo perché e non è esplicito come invece lo sono certe scene ai limiti della pornografia proposte sullo schermo: trovo siano estremamente fastidiose oltre che immotivate. La scena di apertura del primo episodio, per esempio, mostra una ragazza al volante di un pick-up che annoiata dalla guida decide di fare un lavoretto di mano al suo ragazzo addormentato sul sedile del passeggero: evidentemente il regista non sapeva come riempire quel minuto iniziale.
A parte il montaggio un po' grezzo e alcuni personaggi così calati nella parte da risultare ridicoli, tutto sommato il telefilm non è malaccio: fedele al romanzo, pur se con qualche modifica non eccessivamente fastidiosa, ha un buon ritmo considerando che trasforma 350 pagine in 12 episodi di un'ora circa.
Aggiornamento.
(In realtà volevo scrivere un post nuovo, ma poi Cotton si arrabbia :-P )
Finita la serie, è necessaria una rettifica: dopo i primi episodi decenti, il resto è stato un crescendo di banalità e assurdità.
Jason, il fratello di Sookie, è un emerito idiota: nel libro è solo sfigato, qui fa la parte del deficiente, un orrore.
Tara, migliore amica della protagonista, personaggio presente solo nella serie tv, ha seri problemi in testa: altro che esorcismo, le ci vorrebbe un bel paio di ceffoni - e lo stesso a sua madre.
L'evolversi delle vicende di Bill non stanno in piedi e ho il sospetto che siano state pensate solo per introdurre una bella (oca) in più.
Sookie, la ciliegina sulla torta: di per sé non sarebbe male, se non fosse per quella fastidiosissima abitudine di scuotere la testa a mo' di maracas ogni volta che parla, dopo un po' vien la nausea. E preferisco sorvolare su quegli occhioni da cucciolo che sgrana così tanto che ci si aspetterebbe di vederli schizzare fuori dalle orbite.
Voto compessivo: 5.
16 settembre 2009
Vampiri&C: True Blood
13 settembre 2009
Maledetti palinsesti
Quello che caratterizza una serie tv è la sua costante trasmissione a cadenza settimanale: non appena ci si affeziona a un telefilm, la propria testa lo associa in modo automatico al giorno in cui è stato trasmesso per la prima volta.
Così per me il lunedì equivale a Gray's Anatomy, mentre il giovedì a C.S.I., entrambi su Scai; la domenica è N.C.I.S., sulla Rai.
Il mercoledì era "allenamento di Apollo", ovvero seratina moscia da trascorrere per lo più in comagnia di un dvd o di una seconda visione - se non erro, lo scorso anno Merdaset dava C.S.I. Miami. Due settimane fa, la svolta: The mentalist, nuova proposta di Itagliauno. Telefilm poliziesco con protagonista un ex-medium fasullo, che in seguito all'omicidio dei propri cari ha deciso di togliersi la maschera dell'imbroglione e collaborare con la polizia: la sua dote pare essere quella di capire al volo le persone e grazie a questo riesce a ingannarle fingendo poteri paranormali e a scovare il colpevole del delitto di turno. Un po' sempliciotto ma comunque divertente, si prospettava una buona visione nelle serate invernali che scoraggiano le uscite, prospettando una più allettante accoppiata divano-copertina-cioccolata calda.
Ieri, la tremenda scoperta: sfogliando la rivista con i programmi tv, controllo di sfuggita il palinsesto del mercoledì. Maledetta Merdaset: ha spostato il telefilm dalle nove (nove e dieci, anche quindici, grazie al simpaticissimo Enrico Papi - notare l'ironia, prego) alle dieci, anteponendovi C.S.I. Miami, non so se in replica o in prima visione, ma non importa.
Non è un cambiamento così drastico come lo fu quello di Dottor House, passato dalla domenica al mercoledì, con un obbrobrio di programazione che, per far più soldi, proponeva un primo episodio della vecchia stagione e un secondo della nuova, creando una confusione più unica che rara. Certo è che mi scombussola parecchio e a dirla tutta queste manovre proprio non le sopporto, oltre a non capirle affatto.
1 settembre 2009
Signorine Buonasera
Ieri sera, in attesa dell'ennesima replica di Montalbano, alternativa ad altri programmi altrettanto datati e rivisti, mi sono sorbita l'ennesima insulsa puntata di SuperVarietà: tra il vario ciarpame, ci sono state due chicche.
La prima, l'apparizione dei Take That al Festival di Sanremo del 1996, se la memoria non mi inganna: quattro pischelli che hanno sconvolto milioni di ragazzine e che col tempo ne hanno pure guadagnato - non c'è paragone, 10 anni in più hanno giovato a musica e fisico...bè, anche l'occhio vuole la sua parte!
La seconda, uno spezzone di un imprecisato programma che metteva a confronto le (aspiranti?) nuove signorine Buonasera con il gruppo delle ammiraglie di Mamma Rai: la Orsomando, la Elmi, la Gambineri, la Vaudetti e non ricordo chi altra. M'è venuta una nostalgia! Soprattutto se penso alle attuali annunciatrici, così scialbe e insipide: non bastano due occhioni color ghiaccio per fare un personaggio. Le trovo impersonali, quasi fastidiose nella loro dizione perfettina tutta z, quello sguardo fisso nella telecamera come a dire "sì, so tutto a memoria, guarda che roba!".
Le "vecchie" saranno anche state vetuste, simbolo di una tv che ormai è finita, ma almeno avevano un bel piglio: sicure, raffinate, delle gran Signore.
Se qualcuno proponesse un referendum per farle tornare, firmerei subito: soprattutto per far sparire l'ultimo acquisto, il grande scandalo: il signorino. Sì, W la parità dei sessi, ma a tutto c'è un limite...chiedere un po' di spessore, oltre al bel visino, sarebbe troppo?
5 agosto 2009
E-state qui (?)
Non ho mai capito perché in estate il palinsesto televisivo, che già durante l'anno non offre chissà quali attrazioni, si riduce a repliche di repliche o a film ridicoli in decima visione. Solo una volta ho goduto del deserto delle programmazioni, ed è stato ormai n-anni fa, quando Rai2 ha riproposto la serie di E.R. dalla prima puntata, in prima serata.
Per mia fortuna, non guardo così spesso la tv, ma capitano le emergenze: come ad esempio lo scorso venerdì, quando mi sono ritrovata a casa da sola senza un dvd interessante e un Apollo che prometteva sarebbe arrivato a un'ora decente per guardare un film insieme. Alle nove mi piazzo sul divano e inizio lo zapping alla ricerca di qualcosa di passabile: su Rai2 un film improponibile; su Rai3 un documentario di storia; su Rete4 una cosa talmente oscena che nemmeno la ricordo; su Italia1 i Fichi d'India. Alle nove e un quarto, Canale5 era ancora impegnata con Paperissima, trita e ritrita, ma pur sempre divertente. Rai1, invece, pretendeva di intrattenerci con quell'assurdità di Supervarietà: spezzoni di programmi vecchi, montati in modo assurdo, che spesso quando arriva il bello cambiano spezzone e resti con la curiosità e il nervoso. E tutto questo, fino alle nove e mezza passate. Ora, capisco se nella pausa tra telegiornale e "prima serata" fai un programma interessante, che fa audience, tipo i pacchi: capisco sempre meno perché la "prima serata" inizi sempre più tardi, costringendo a fare le ore beate o a rinunciare del tutto. Ma soprattutto non capisco perché diavolo siamo costretti a sorbirci papere e frammenti di varietà datati quando invece si potrebbe benissimo vedere un film a un'ora decente.
E col cavolo che passo alla tv a pagamento solo per avere orari decenti e pubblicità al minimo! Meglio i dvd della biblioteca, seconde o terze visioni, ma gratis :D
24 ottobre 2008
Donne assassine
Al post precendente manca questa nuova serie, trasmessa da F*ox: non so ancora se la seguirò tutta, dato che le prime due puntate sono state di un'angoscia paurosissima.
Produzione italiana, girata a Torino, narra otto storie di omicidi al femminile. La prima puntata l'ho guardata con Apollo, dopo il "nostro" C.S.I.: all'inizio per curiosità, con molti dubbi data la durezza del racconto; alla prima pubblicità Apollo era tentato di chiudere, io invece volevo vedere come sarebbe andato a finire - male, era scontato, ma non avrei immaginato così male...
La seconda puntata l'abbiamo guardata perché ormai eravamo così comodi sul divano che non ci è sembrato carino spostarci ;-) anche se forse sarebbe stato meglio così.
Le protagoniste sono attrici di una certa fama, come Sandra Ceccarelli, Claudia Pandolfi e Violante Placido: i personaggi di contorno, invece, ti vien da chiedere dove li abbiano pescati, tanto sono insulsi.
I primi due episodi hanno come protagoniste due donne disturbate, con seri problemi, che vengono portate all'omicidio brutale da circostanze che non riescono ad affrontare in modo sano.
Chiara è convinta che il marito la tradisca ed è talmente paranoica che crede che il trasferimento nel nuovo appartamento sia motivato dalla presenza dell'amante del marito nel condominio: nella sua pazzia, crede di aver riconosciuto la donna in una condomina, che inizia a perseguitare, fino ad ucciderla.
Marta ha un passato di abbandono: la madre si suicida e il padre scappa, lasciandola alle cure di una parente. Per questo ha un attaccamento quasi morboso al marito e un'ossessione per la salute dei figli, che crede sempre malati. Il trasferimento del marito in un'altra città scatena la crisi che la porta ad uccidere i figli.
A mio modo di vedere, in entrambi gli episodi i mariti hanno gran parte della "colpa": ciechi, chiusi nel loro conformismo, nella loro ottusità, non si rendono conto che le loro compagne soffrono. Il primo si mette l'animo in pace portando Chiara da uno psichiatra, e poi non ci pensa più: arriva a negare che la moglie abbia problemi e non si preoccupa minimamente per la sventurata condomina. Il secondo non fa altro che rimproverare la moglie per le sue manie, ma quando dovrebbe decidersi a fare qualcosa per lei se ne va.
Io non so cosa passa per la testa dei maschietti, in certe situazioni di disagio, anche se le mie esperienze mi portano a pensare che il sesso forte è tale solo in virtù della negazione: se nego la debolezza, questa sparisce; se la ammettessi, significherebbe che sono meno uomo. Struzzi, ecco a cosa ho pensato osservando il comportamento dei mariti del telefilm: occhio non vede, cuore non duole.
E mi chiedo, se quei mariti avessero guardato bene le loro compagne, se avessero davvero fatto qualcosa per loro, la tragedia si sarebbe compiuta?
Serial-mania
Con il mio Apollo condivido la (malsana) mania per le serie tv, pur se con qualche piccola differenza: se dovessi seguire ciascuna serie, credo non mi resterebbe libera nemmeno una serata ;-)
La passione più datata è quella per Friends, che risale ai tempi del liceo: quando la trama ha iniziato ad essere più complicata e un po' più banale, non l'ho più seguito, ma mi sono goduta tutte le repliche estive - peccato siano state interrotte bruscamente.
Poi è arrivato E.R., un'estate di qualche anno fa, quando sulla rai davano le repliche delle prime serie, quelle con George. Mi sono rifiutata di continuare a seguirlo dalla malattia di Ciccio, ma poi ho scoperto che pure Apollo ne va matto, così ho ricominciato a guardarlo con lui.
Del filone medico, non mi perdo nemmeno Grey's Anatomy, che ho iniziato a seguire da metà, contagiata da Apollo.
Qualche settimana fa, stavo per aggiungere alla lista Medicina d'urgenza, l'E.R. nostrano, con uno splendido Sergio Muniz - ma poi ho rinunciato, troppa roba da seguire.
Perché mancano ancora i C.S.I. Las Vegas, che vedo in anteprima su S*k*y di Apollo, e Miami, che guardo di tanto in tanto con mamy: la serie di New York invece non mi piace affatto. E la domenica sera tocca a N.C.I.S., che è un po' più casalingo e surreale, ma almeno è divertente.
Talvolta seguiamo anche Criminal Minds, soprattutto da quando lo fanno dopo N.C.I.S.
Una via di mezzo tra filone medico e thriller è Medical Investigation, con una squadra di medici specializzati in epidemie strane: qualche volta è un po' angosciante, e alla fine resta un vago senso di inquietudine che mette a disagio.
Per un po' c'è stato anche Numb3rs, con il matematico che svela i meccanismi dei delinquenti - ma è decisamente assurdo.
Il sabato sera toccherebbe a Cold Case, ma non rinuncio agli amici per un telefilm ;-)
Se non fosse stato trasmesso in orari balenghi, mi sarei anche affezionata a The Closer, con un'investigatrice decisamente sui generis, divertentissima.
Certo che di telefilm leggeri non ce ne sono in questa lista, eccetto Friends: mi chiedo allora se è la tv che ci propina pacchetti catastrofici, o se sono io ad essere attirata solo da morte e violenza? Perché se così fosse, inizierei a preoccuparmi davvero... :-|
18 settembre 2008
Come mi girano...
Telegiornale di oggi: un uomo uccide la figlia e tenta di uccidere la moglie e sé stesso, soffriva di depressione. Un uomo uccide i fratelli, soffriva di depressione.
Non si contano ormai più i fatti tragici purtroppo simili a questi: madri che uccidono i figli, omicidi/suicidi, e sempre l'autore/autrice soffre di depressione.
Cazzo, ti credo che poi la gente si preoccupa a sentir parlare di depressione: pare che una conseguenza della malattia sia l'istinto omicida!
La mia amica Sara ha svolto un'indagine sul rapporto media/malattie psichiatriche: mi piacerebbe leggerlo e capire un po' meglio la situazione.
Una cosa è però certa: che i giornalisti non capiscono un cavolo di malattie mentali e non gliene frega niente. Perché se gliene fregasse qualcosa di far capire alla gente cosa effettivamente sia successo, allora non si limiterebbero ad un laconico "soffriva di depressione".
Sono molto arrabbiata, ma temo di non poter fare molto.
(Per la cronaca: non ho nessuna intenzione di far fuori la mia famiglia XD )
6 giugno 2008
Tempi supplementari
Quand'ero piccola, l'orario serale era scandito dai cartoni animati alle otto e dal puntuale spegnimento della tv alle otto e mezza spaccate, poi tutti a nanna! L'unica eccezione era il venerdì sera, con i film della Disney, e il giorno dopo ci trovavamo a scuola a cantare Supercalifragilistichespiralidoso o a ridere delle avventure del maggiolino più pazzo del mondo.
Striscia per prima, e il TG2 poi, hanno iniziato a spostare l'orario della prima serata un po' più in là: e da lì sono iniziati i pacchi, le papere, i micro-telefilm-sitcom, il gran rimpianto Fatto. Lo Zecchino cantava al Gatto puzzone "Fatti un po' più in là" e mi sa che i palinsesti l'hanno eletta a leit-motiv.
Dalle ancora decenti 20.45 siamo arrivati alle 21.00, il che non è poi così male se torni a casa tardi dal lavoro o dall'università. Da un po' di tempo, però, i film iniziano anche alle 21.15 se va bene, talvolta alle 21.30. Peccato che la sveglia suoni sempre alla stessa ora.
Ieri sera mi son piazzata sul divano a ri-guardare Notting Hill, che, anche se melenso e zuccheroso all'inverosimile, mi piace tanto. Guardo l'ora, con le palpebre un po' pesanti e la testa che sogna di posarsi sul cuscino: sono le undici, penso che massimo mezz'ora sarà finito - anche perché non mi sembra davvero mancare molto alla conclusione della storia. Capisco di essermi clamorosamente sbagliata quando compare la schermata nera di "Fine primo tempo".
Non c'è più religione, non esiste più il riposo del giusto: spengo la tv e mi ficco sotto le coperte.
Se questo è un modo per convincerci costringerci a passare alla pay-tv, allora viva il Mulo!