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6 febbraio 2012

Redux

Una volta l'anno mi capita, come a tutti, di compiere gli anni: venerdì, per l'appunto, tra i numerosi auguri ricevuti via faccialibro, mi trovo un "Buon compleanno, pittrice" da parte della moglie (artista) del mio vecchio (nel senso di passato) maestro di pittura.
Nell'ordine:

  1. sono stata felice che mi abbia fatto gli auguri, perché non è questa grande frequentatrice di faccialibro
  2. mi sono sentita in colpa perché proprio non meritavo l'appellativo "pittrice" (detto poi da lei è anche peggio che riceverlo da chicchessia)
  3. ho messo in moto le rotelle della mia testolina matta, che gira che ti rigira hanno causato, sempre nell'ordine:
  1. una crisi di coscienza
  2. una voglia irresistibile di colori e pennelli
  3. la ricerca di avanzi di tela a casa dei miei
  4. la messa in ordine del reparto "colori&pennelli" nell'attuale Antro
  5. svariate imprecazioni perché all'appello mancavano i colori a olio
  6. la deviazione nella casa delle feste per recuperare detti colori
  7. la stesura a gessetto delle idee partorite durante la scorsa notte, insonne
  8. la ripresa di un dipinto lasciato abbozzato qualche secolo fa
Quindi oggi a casa mia si respira aria nuova. Di olio di lino e trementina.

9 luglio 2009

Primi pasticci

Espongo al pubblico ludibrio i lavori che ho fatto la scorsa settimana ;-)
Non siate troppo severi nei commenti: non ho nessuna velleità artistoide, e non sono molto soddisfatta - ma quale artista lo è mai???
Comunque, un primo passo nel capire il "mio" modo di dipingere l'ho fatto: adesso sarà da vedere cosa ne uscirà :-)

La Sibilla Delfica, da Michelangelo

La Maddalena penitente, da Georges de la Tour

Letto sfatto, da foto realizzata da me

22 giugno 2009

Esperimenti sconvolgenti

L'esperimento pranoterapeuta si è concluso: quattro sedute nel giro di una settimana, e via, come nuova!
Scherzi a parte, non ho idea se quello che è emerso nell'ultima settimana sia frutto di ragionamenti ormai maturi e pronti per essere colti, o se effettivamente la terapia abbia avuto il suo peso - ma glielo concedo, se non altro per non pensare di aver buttato via un po' di soldini. La cosa più difficile è proprio questa, valutare se e cosa abbia fatto: insomma, c'è 'sto tizio che per un'ora ti passa le mani intorno alla testa e al corpo, con contatti minimi, e le sensazioni che provi non le sai proprio definire, non capisci se sia suggestione o se effettivamente "qualcosa" si stia muovendo.
In ogni caso, alla terza seduta sono scoppiata in un pianto dirotto: anzi, è più corretto dire che le lacrime hanno iniziato a scendere di propria iniziativa, senza nulla che io potessi fare per controllarle - cosa che tra l'altro non era nelle mie intenzioni, per una volta che mi sblocco, mi lascio pure andare, e l'ho fatto pure senza ritegno.
I motivi delle lacrime sono diversi e non li voglio condividere perché 1. ci sto ancora riflettendo e 2. sono molto, molto personali.
Però di una cosa vi metto a parte: ho ricominciato a dipingere. Dopo 4 anni che non toccavo i miei adorati colori ad olio, ho ripreso un dipinto lasciato allo stato di abbozzo, una vita fa. Adesso nella casa di campagna dove andavo a studiare, ho impiantato il mio atelier personale, con tanto di reperto storico...avevo un prozio (prete) che aveva la passione della pittura e della fotografia (che sia genetico?) e tramite una zia ho ereditato il suo cavalletto e la cassetta dei colori. La cosa incredibile è che i colori avranno 50 anni, ma sono ancora buoni! Non li ho ancora toccati, però: mi sembrerebbe un sacrilegio farlo ora.
Perché?
Le cose stanno così: in 5 anni di Accademia non sono riuscita a trovare il mio "stile", un modo di dipingere che fosse davvero mio. L'ultimo anno poi mi sono data alla fotografia, quindi la pittura si è arenata. E non sono affatto brava, lo ammetto senza troppi patemi: nei ritratti sono negata, in anatomia artistica ho penato per 5 anni (pure masochista sono: il corso dura 4 anni, io sono andata a lezione anche nell'anno di tesi...). Però sono convinta che il mio non esser brava sia motivato dal fatto che cerco di essere "altro da me": ho in mente Caravaggio, Michelangelo, Tintoretto, mentre quello che esce dalle mie mani è una ciofeca. Sento che tutto quello che ho cercato di produrre è stata una forzatura nei miei stessi confronti: forzatura dovuta, dato che da qualche parte dovevo pur cominciare, ma resta un falso, un non-io.
Così ho deciso che farò come "nonno" Duchamp, che non sapeva a quale movimento artistico aderire e li ha provati tutti: dipingerò il più possibile, qualsiasi cosa mi colpisca o mi piaccia, prendendo spunto da opere d'arte dei grandi Maestri o dalle mie foto. E lo farò non per copiare pedissequamente il Maestro, ma cercherò di far emergere me.
Il primo dipinto è ormai finito: e cosa poteva essere se non la Sibilla delfica di Michelangelo, altrimenti nota come Pizia? :D

14 novembre 2008

Come lui non c'è nessuno...

(No, non è Apollo, anche se pure il mio amore si meriterebbe un post intitolato così)

Dopo un bel po' di assenza, sulla mia scrivania sono tornati i pennelli: ogni tanto vengo colta dalla nostalgia di tele e colori, mia grande passione da sempre.
Senza nessuna falsa modestia o autostima ingiustamente azzerata, ammetto tranquillamente di non aver affatto quel che si può definire una buona mano: il mio prof di anatomia mi definiva "bizantina", io esageravo in "egiziana" (anche perché preferisco l'Egitto alla Grecia).
Certo è che comunque qualche buon lavoro l'ho fatto e ne vado giustamente fiera - con tutta la fatica che mi costa! Come disse il saggio, l'artista è 1% ispirazione e 99% traspirazione.
Dato che non ho uno studio separato dalla stanza da letto, devo ripiegare sui colori ad acqua (acrilici; le tempere le odio fin dalle medie e gli acquerelli non mi sono congeniali).
Rispetto alle classiche tempere, gli acrilici hanno colori più vivi, si stendono più facilmente, una volta asciutti diventano "impermeabili" e quindi rendono più facile dipingere per strati; possono essere usati puri, con risultati corposi e pennellate evidenti, o diliuti, per una stesura più uniforme.
Il grande difetto però è l'asciugatura lampo, che solo in parte viene attutita dagli appositi medium che ne prolungano la lavorabilità: soprattutto dipingendo su carta è facile che il colore si asciughi appena steso, rendendo difficili sfumature e altre finezze. E una volta asciutti, i colori hanno un che di opaco, lattiginoso, finto.
Ogni volta che mi trovo a dipingere con gli acrilici, rimpiango i colori ad olio: brillanti, vivi, con sfumature incredibili, una trasparenza che non si trova in altri medium...e un profumo! In accademia venivo spesso sorpresa a sniffare i tubetti di colore: non certo perché l'olio di lino abbia proprietà allucinogene, ma perché ha un profumo divino...
E come si stendono! Morbidi, setosi, delicati, come una carezza: una volta ho dipinto un intero quadro con le dita, è stata una sensazione fantastica.
Ecco, già avevo la mia buona dose di nostalgia, e con questi discorsi è aumentata in maniera esponenziale...se solo mio fratello si decidesse ad emigrare negli States, allora saprei dove installare il mio atelier ;-)